Toute se transforme – Un Viaggio nella Trasformazione della Materia

Aprile 4, 2025
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Saraceno Art Gallery

La materia è il primo linguaggio dell’arte. Che sia pietra, metallo, legno, plastica o altri materiali aggregati presenti in natura, ognuna di queste varianti porta con sé una storia, una metamorfosi in cui si possono riscontrare molteplici significati.

La SaracenoArtgallery a Roma inaugura giovedì 13 marzo la mostra Tout se transforme, mostra bipersonale di Andrea Fais e Alberto Timossi, a cura di Marilena Saraceno, e in esposizione fino al 30 aprile 2025.

Con la scultura contemporanea, il concetto di trasformazione diventa centrale: la materia non è più solo un mezzo per creare, ma è essa stessa soggetto e significato, testimone di un passaggio, di una condizione effimera, di una mutazione inevitabile. L’artista può assecondare il tempo, accogliendone le tracce, oppure può opporsi ad esso, forzando la materia verso nuove identità. È in questo spazio di tensione che si muovono Andrea Fais e Alberto Timossi.

Saraceno ArtGallery
Andrea Fais, Brillare prima di sparire 13, 60×82 cm, Ferro, nichel, ottone 2025, dettaglio
Alberto Timossi Contraccolpo obliguo, 142x130x42 cm, PVC, smalto e marmo
Alberto Timossi Contraccolpo obliguo, 142x130x42 cm, PVC, smalto e marmo

I loro lavori si confrontano con la trasformazione attraverso due visioni opposte, ma complementari: da un lato, Fais nella sua ricerca tenta di restituire bellezza a materiali degradati o in disuso, come se il tempo non fosse una fine, ma un processo di rivelazione; dall’altro, Timossi utilizza il contrasto tra elementi naturali e industriali per interrogarsi sulle contraddizioni dell’ambiente contemporaneo e sullo sfruttamento della materia da parte dell’uomo.

Nell’arte di Andrea Fais, la trasformazione è prima di tutto un atto di riscoperta. I materiali che utilizza sono operazioni di recupero, già segnati dal tempo o dalla loro mutazione naturale. Quello che Fais ci propone non è la creazione ex novo, ma la capacità di restituire bellezza a ciò che sembra ormai decaduto. Come Calvino che associa metafore delle emozioni e delle condizioni interiori dei personaggi ai vari luoghi che descrive nelle sue opere, Fais restituisce valore a materiali dismessi, permettendo loro di riacquistare un significato ed un’estetica unica a seconda dell’interlocutore. La sua ricerca si muove verso la bellezza nascosta nell’imperfezione, in un atto quasi archeologico in cui ad essere il vero scultore è il tempo.

Saraceno Art Gallery
Andrea Fais, Brillare prima di sparire 5, 115×58,5 cm, Ferro e nichel, 2025, dettaglio
Andrea Fais
Andrea Fais, Senza titolo, stessa sostanza 3, 10x15x13 cm, acciaio inox, alluminio, nichel, 2025
Saraceno Art Gallery
Andrea Fais, Brillare prima di sparire , 58×102 cm, Ferro e nichel, 2025
Andrea Fais, Brillare prima di sparire 12, 36×50 cm, Ferro, nichel, ottone 2025, dettaglio

Con la serie Brillare prima di sparire, frutto di un’indagine che si sviluppa in due anni, Fais adopera lastre di ferro ponendo particolare enfasi sulla relazione tra pieni e vuoti. L’artista sfrutta le parti mancanti o le alterazioni, evidenziando la disgregazione delle superfici o dello stesso materiale, riportandole alla vita. La lucidatura in ottone o nichel dona alle opere un linguaggio poetico nuovo. Il gioco delle luci creato dall’allestimento dona un’atmosfera sognante, incastonando ciascun frammento come firmamenti di stelle, scorci di pianeti sconosciuti.

Senza titolo, stessa sostanza, come tasselli che fuoriescono dalle mura, rappresentano il sopravvento della natura sull’ambiente urbano. L’artista riflette sulla razionalità del fungo, organismo essenziale al ciclo della vita, che però si fonde con l’acciaio inox, materiale inossidabile e apparentemente immutabile, il quale a sua volta sembra corrodersi sotto al peso del microorganismo, rivelandone la sua fragilità. L’ambiente urbano, anche nel suo aspetto metropolitano e caotico, cede il passo alla natura, che ha sempre la meglio sulla sua stessa alterazione.

Alberto Timossi affronta il tema della trasformazione con un approccio che unisce tensione materica e riflessione critica. I suoi Contraccolpi sono intrisi di contrasto, il marmo grezzo si impone sul PVC, creando una condizione in cui un materiale tradizionale ne condiziona uno di natura industriale, e quindi nato con lo scopo di adattarsi e modellarsi. Il risultato è una forma in cui la solidità incontra la flessibilità, dando vita a un equilibrio instabile che sembra catturare un momento preciso di mutazione. Se da un lato l’opera suggerisce un contrasto tra naturale e artificiale, dall’altro il dialogo tra i due elementi restituisce una visione in cui l’industria e la materia convivono, in un rapporto di forza che testimoniano le trasformazioni del nostro tempo. Timossi ci porta così a riflettere sull’impatto dell’uomo sulla natura senza forzare un giudizio, lasciando che sia la materia stessa a raccontare il suo cambiamento.

Toute se transforme, Photo credits saracenoArtgallery

Il suo lavoro, esposto in diversi spazi pubblici in giro per l’Italia, da sempre mette in evidenza il mutamento urbano e il cambiamento climatico. In questa mostra le sue sculture esplorano una nuova estetica, diventando al contempo simboli di una natura che non si lascia domare, ma che subisce simultaneamente l’intervento umano.

Le opere dei due artisti si pongono in dialogo tra loro proiettando quasi una visione in cui tra le nubi di galassie i Contraccolpi fanno da capolino come tracce di un passaggio, segni di un’umanità che, mentre esplora nuovi orizzonti, lascia inevitabilmente il proprio segno.

Toute se transforme offre al pubblico una riflessione complessa sulla trasformazione. Il confronto tra questi due artisti non si limita alla materia, ma si espande fino a toccare i temi universali della memoria, del tempo e del cambiamento. In entrambi i casi, la capacità di trasformare diventa un atto che va oltre la mera creazione artistica, e si fa veicolo di un messaggio più ampio.

Saraceno Art Gallery – Via di Monserrato, 40 Roma

MAR / VEN 15.30 – 19.30
SAB 11.00 – 19.00

Qui per la mostra sulla pittura cinese al MACRO

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