L’Aquila 2025
Le fotografie di Pietro Plutino colgono momenti del quotidiano, spesso inglobati all’interno di architetture antiche o contemporanee che talora sono protagoniste dell’immagine. Ciò che colpisce nei suoi scatti sono i tagli, spesso verticali, che creano atmosfere intime, dirette, raccolte all’interno dello spazio urbano. Giochi di luce ed ombre sdoppiano l’immagine in un gioco suggestivo.

Afferma: “l’emozione di un momento da fotografare dura un attimo, deve essere catturata subito, non c’è tempo per le impostazioni che anticipano lo scatto. Lo scatto stesso deve emozionare così come è, senza post produzione”. Recentemente ha partecipato con le opere “L’attesa”, “Il gioco” e “Staffetta con il sole” alla mostra d’arte collettiva “Luci nel buio – Save the peace” organizzata dalla Borgo Pio Art Gallery e con l’opera “L’incontro” alla mostra d’arte collettiva “Uniti per dare una mana – una tela per la pace” organizzata dalla Borgo Pio Art Gallery.


Pietro Plutino sarà tra i partecipanti a “Rinascite”, mostra collettiva che si terrà a L’Aquila, presso la “Welcome Aq Gallery” in occasione della Festa della Perdonanza in collaborazione con la Borgo Pio Art Gallery di Roma con la presentazione critica di Marta Lock.

Lo abbiamo incontrato per una breve intervista.
Pietro mi racconti della fotografia che porterai a L’Aquila?
Si intitola “Il Centauro”, gioca sulla dicotomia tra ciò che sembra e ciò che in realtà è. Rappresenta un invito per tutti noi a non fermarci all’apparenza ma ad andare oltre una prima impressione. E’ una fotografia che sento mi appartiene, anche per l’immediatezza con cui è stata scattata.

Pietro cosa è per te la “rinascita”?
Ho iniziato a fotografare in un periodo particolare della mia vita: avevo perso da poco un amico molto caro, con cui condividevo l’hobby della fotografia, io come semplice appassionato e lui invece praticandola assiduamente. Aveva un occhio straordinario e quando vedeva i miei scatti mi esortava sempre a cimentarmi di più, ad approfondire quelle capacità che lui vedeva in me. E così dopo la sua scomparsa ho iniziato a seguire i suoi suggerimenti, inizialmente è stato un modo di sentirlo vicino, poi pian piano oltre a questo si è aggiunto un piacere nel farlo. E oggi mi piace pensare che sia lui a guidarmi in questa passione e che la fotografia sia un suo modo di restarmi accanto.


Complimenti, foto bellissime davvero!