Nato a L’Aquila nel 1973, Gian Carlo Ciccozzi è una delle figure di spicco dell’Arte Informale internazionale. La sua carriera comincia nutrendosi della frequentazione della bottega del maestro Marcello Mariani, che lo inizia alle prime sperimentazioni della pittura informale. Nel 2010, con le serie Trasposizioni e Notturni, propone, per la prima volta, dipinti astratti informali dalle forme archetipiche, organiche, filiformi e reticolari. Dal 2015, dopo le mostre personali organizzate e volute da importanti enti e gallerie, iniziano le grandi esposizioni internazionali come quella al Museo nazionale di Storia albanese di Tirana, e quella al Palazzo dell’Emiciclo in L’Aquila, sede della Presidenza del consiglio regionale d’Abruzzo. Nel 2019 e nel 2020 giunge alle grandi fiere d’arte contemporanea di livello mondiale come quella di Miami, di New York, Innsbruck, Basilea e Hong Kong.
Gian Carlo Ciccozzi sarà tra gli artisti partecipanti a “Rinascite”, mostra collettiva che si terrà a L’Aquila, presso la “Welcome Aq Gallery” in occasione della Festa della Perdonanza in collaborazione con la Borgo Pio Art Gallery di Roma per la curatela di Marta Lock.
Profondamente ironico, con una spiccata ipersensibilità, non esiste nulla di convenzionale in Giancarlo Ciccozzi.
Durante una intervista che si è trasformata in una chiacchierata senza schemi precostituiti, abbiamo parlato di Pollock e della sua vita in solitaria, dell’action painting, di vite e di destini sfuggiti, di sacro e profano, dell’Aquila “croce e delizia”, come lui stesso l’ha definita; a volte un luogo di accoglimento, talvolta luogo del limite; limes e limen; confine che talora è barriera invalicabile e al tempo stesso “soglia” intesa nel senso di passaggio ma anche come luogo dell’attesa. Mentre ascolto l’artista parlare si avverte nettissima quella magia del gesto e dell’occhio che lo rende così riconoscibile rispetto ai contemporanei e al tempo stesso così contemporaneo rispetto agli esponenti dell’informale che lo hanno preceduto.
Gli chiedo di Burri, sulle cui orme ha iniziato a muoversi giovanissimo e mi risponde con una frase dell’artista ” La mia arte non ha parole”.
E questo è altrettanto vero per le opere di Gian Carlo Ciccozzi che non hanno bisogno di spiegazioni o chiarificazioni superflue. E’ tutto davanti ai nostro occhi: le stratificazioni materiche che danno nuova vita ad oggetti del passato; al centro ritroveremo sempre la materia, la sua infinita capacità di rigenerarsi: il legno, la pietra, i metalli o gli oggetti usati e logorati dal tempo e l’utilizzo, sono i protagonisti; su di essi Ciccozzi interviene utilizzando pigmenti, ossidi, terre su cui sperimenta tecniche proprie; spatole e strumenti sono spesso di sua invenzione.

2020 Tecnica mista su tela di cotone – cm 100 x 100
In “Trasposizioni Le carte antiche” che esporrà a Rinascite la materia è rappresentata dalla carta. Da secoli custode per eccellenza della nostra memoria collettiva e personale, principale veicolo duraturo al quale abbiamo confidato le nostre conoscenze, i nostri pensieri e le nostre idee.
Ma non sono tanto importanti i materiali quanto l’uso che ne viene fatto; attraverso l’opera l’artista “reinventa” la realtà. Quando dipinge o crea il colore, o porta sulla tela ciò che il suo occhio ha carpito e la sua immaginazione ha fatto riaffiorare, egli si dà a una attività che ha un duplice significato. Ogni suo intervento artistico è una semplificazione, una sintesi della realtà o del vissuto e al tempo stesso un qualcosa di totalmente nuovo. Quando la materia è stata oggetto di trasformazione, e l’opera è compiuta, è la natura stessa ad essere stata ricreata.
Rinascite a cura di Borgo Pio Art Gallery
Sede espositiva Welcome aQ Gallery Via dell’Indipendenza 5 L’Aquila
Vernissage 23 agosto dalle ore 18
dal 23 al 30 agosto 2025 dalle 16.00 alle 22
Ufficio Stampa Stella Maresca Riccardi