La pittura cinese torna al MACRO

Marzo 30, 2025
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MACRO Spazio digitale, Yao Dawu. acquerello su carta, 2024

Il 15 marzo si è aperta al MACRO di Roma un’altra finestra sull’arte contemporanea cinese, un viaggio pittorico fatto di riscoperta delle radici e di slanci visionari.

L’esposizione, visitabile fino al 21 aprile 2025, accoglie le opere di 55 artisti dell’Accademia Nazionale di Pittura Cinese di Pechino, uniti dal desiderio di celebrare il legame tra Cina e Italia, accogliere insieme la primavera, e riflettere con l’occasione sulle incertezze del nostro tempo.

Rispetto alla recente mostra sulla pittura cinese alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, l’esposizione del Macro presenta una struttura più solida. La promozione accurata, la presenza di codici QR per approfondire ogni opera, oltre alla redazione di un catalogo stampato conferiscono al progetto la dignità che merita. L’unico dettaglio non trascurabile che salta all’occhio è la mancanza di un vero e proprio titolo, un’assenza silenziosa che, nonostante la capacità magistrale degli artisti di intrecciare le loro voci in una narrazione verosimilmente omogenea, perde colore, quasi conferendo all’esposizione il valore di una mera promozione dell’Accademia Nazionale di Pittura Cinese.

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La piccola Guli e i suoi amici III Shen Huiqi-inchiostro su carta 2024
MACRO
Il suono dell’autunno, Wang Yongliang, inchiosto su carta, 2024, dettaglio

Tra le opere esposte al MACRO prevalgono le pitture paesaggistiche, omaggio alla cultura dei letterati, ma anche figurative, che esplorano tecniche occidentali, come i colori evanescenti e malinconici presenti in All’alba di Tian Liming, e quelli brillanti e avvolgenti in Tonalità autunnali di Dang Zhen che ricordano l’impressionismo.

MACRO Tonalità autunnali Dang Zhen, inchiostro su carta, 2024
Tonalità autunnali Dang Zhen, inchiostro su carta, 2024

I materiali e le tecniche adoperate in Pensieri d’Autunno di Hu Wei e Serie del Loto d’oro II di Li Xiaozhu suggeriscono invece una tendenza verso l’astrattismo. Quest’ultima opera, in particolare, parte dal concetto buddhista del nirvana, che suggerisce distacco per poter rinascite e raggiungere infine l’illuminazione, e sviluppa un linguaggio pittorico estremamente moderno, donando una nuova interpretazione dello spirito della cultura tradizionale.

Serie del Loto d'Oro II, Li Xiaozhu, inchiostro su carta, 2024 MACRO
Serie del Loto d’Oro II, Li Xiaozhu, inchiostro su carta, 2024
MACRO Viste inebrianti sulle montagne, Zhang Tongyu, inchiostro su carta, 2024
Viste inebrianti sulle montagne, Zhang Tongyu, inchiostro su carta, 2024
MACRO Una festa popolare II, Wang Fumin, inchiostro su carta 2023, dettaglio
Una festa popolare II, Wang Fumin, inchiostro su carta 2023, dettaglio

L’armonia tra uomo e natura raggiunge l’apice in Viste inebrianti sulle montagne di Zhang Tongyu, dove la stratificazione del paesaggio tipica della composizione pittorica tradizionale, riflette allo stesso tempo le molteplici dimensioni dell’anima e la ricerca spirituale dell’uomo moderno, sempre più soffocato dai ritmi urbani. Qui, tra vette avvolte nella nebbia, si cela il desiderio di evasione, il sogno di un’esistenza più autentica, lontana dal frastuono delle città.

E poi ci sono opere che parlano di equilibri fragili, di identità in trasformazione. Spazio digitale di Yao Dawu sovrappone tradizione e modernità, trasformando le ciotole di riso sullo sfondo in una metafora dell’era digitale, che da simbolo di convivialità e nutrimento, diventano contenitori di informazioni. I graffiti in inglese che si intravedono dietro ai pellicani in primo piano appaiono sfocati indicando come molto spesso ci sia una lettura e rielaborazione errata delle informazioni durante gli scambi culturali.

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Non è un gran problema-Shang Ke inchiostro su carta 2024.

Il dilemma generazionale emerge in Non è un gran problema di Shang Ke, in cui tre generazioni si fronteggiano, portando sulle spalle il fardello dei ruoli sociali ereditati dal confucianesimo che ancora permeano la società cinese. La politica del figlio unico che ne ha a lungo segnato la struttura familiare ha dato vita a vere e proprie lagune nei rapporti relazionali. L’artista accentua il contrasto delle espressioni serie con le emozioni inespresse mediante l’uso del colore. Il titolo intriso di ironia si fa specchio di come spesso non diamo la giusta importanza alle cose più rilevanti della nostra vita, ma siamo sempre più distratti da quello che accade attorno a noi.

Il conflitto tra tradizione e cambiamento, tra repressione e apertura, appaiono ben distinte nell’opera di Lu Zhiqiang Sul punto di parlare dove la figura maschile in primo piano, raffigurante un giovane uomo con un cappello dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese, sembra alle prese con un conflitto interiore, incerto se esprimere quelle emozioni da sempre abituato a celare oppure no, mentre nella parte destra del dipinto si contrappongono delle figure femminili, pioniere del cambiamento sociale, desiderose di dar voce ai propri desideri e passioni. L’eleganza dei tratti tradizionali si pongono a loro volta in contrasto con i soggetti ritratti con costumi moderni e di tendenza.

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Sul punto di parlare Lu Zhiqiang inchiostro su carta 2022
Sorelle a Huidong, Li Yang, inchiostro su carta, 2023 MACRO
Sorelle a Huidong, Li Yang, inchiostro su carta, 2023
MACRO Spazio digitale, Yao Dawu. acquerello su carta, 2024
Spazio digitale, Yao Dawu. acquerello su carta, 2024
MACRO Spazio digitale, Yao Dawu. acquerello su carta, 2024
La ragazza tessitrice del monte Daliang, Yu Wenjiang inchiostro su carta, 2007

Un altro argomento ricorrente è quello della memoria e identità culturale, con particolare enfasi sull’integrazione di minoranze culturali e il ruolo cardine della figura femminile del cambiamento nel tempo, e soprattutto nella società odierna.

La figura femminile emerge con forza tra le pennellate di molti artisti. In Mattina nella prateria Wang Ying rende omaggio alla donna nella cultura tibetana enfatizzando i costumi tipici, mantenendo linee essenziali e colori solenni. L’attenzione per la struttura ossea e muscolare conferisce al volto della giovane un’espressione dolce.

Yu Wenjiang in La Ragazza Tessitrice del monte Daliang, delinea abilmente l’equilibrio tra vuoti e pieni intrecciano le pennellate tradizionali alle tecniche occidentali che enfatizzano il volume. La tessitura, inoltre, simboleggia il ruolo fondamentale delle donne nel progetto economico della Belt and Road Initiative sulla Via della Seta.

Attraverso quella che potrebbe ricordare una natura morta Lei Miao con la sua opera Pietra di montagna VIII decostruisce il maschilismo presente nella pittura tradizionale di paesaggio. La pietra in contrasto nel contenitore di vetro suggerisce la posizione compromessa della donna nella società, in costante bilico tra il ruolo che secondo la tradizione dovrebbe continuare ad assumere e le opportunità offertale dalla modernità.

Wang Fumin con Una festa popolare II è allaricerca di equilibrio tra innovazione e tradizione. Gli elementi moderni che inserisce nella scena festosa popolare sono un monito a non mettere da parte le proprie radici, ma farle proprie, facendole rivivere nonostante lo scorrere del tempo.

Li Yang con un particolare occhio verso i cambiamenti nelle comunità locali, nella sua opera Sorelle a Huidong, ritrae due giovani pescatrici, custodi silenziose di un sapere antico che tenta di resiste alle onde del tempo. Qui l’artista non si limita a ritrarre, ma racconta, esplora, immagina.

La mostra al MACRO è un mosaico, un canto polifonico sulla condizione umana. Forse manca un titolo, forse manca un unico filo conduttore, ma proprio in questa libertà risiede la sua forza: lasciare spazio al visitatore che, seppur adeguatamente guidato nella lettura delle opere, può crearsi una propria storia, cogliere frammenti di verità, meravigliarsi.

La mostra al Macro è stata curata dal vicepresidente dell’Accademia Nazionale di Pittura, Xu Lian, e Franco Wang, ed è stata promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo. Il progetto è stato organizzato da quest’ultimo in collaborazione e il supporto dell’Accademia Nazionale di Pittura di Pechino e CHINA-EU Art Foundation.

Macro Roma Via Nizza 138

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