Roma: L’arte dà voce al quartiere Prati

Marzo 31, 2026
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Roma Prati

Si è tenuta il 25 ottobre dalle 9.30 alle 20.00 presso la sala Campidoglio del NH-Collection Hotel in via dei Gracchi a Roma, “Prati racconta”, una giornata di studi, riflessioni e interventi volti a innescare una discussione attiva, con l’intervento dei cittadini e residenti, per l’avvio di nuove pratiche e progettualità condivise nel Rione.

Prati ha oggi una popolazione di circa 17.381 abitanti , con un’età media di 49,5 anni di età ed alto indice di vecchiaia. I residenti negli ultimi anni sono calati considerevolmente soprattutto a causa dell’aumento esponenziale delle locazioni a scopo turistico e del caro affitti. E’ quindi particolarmente urgente la necessità di restituire il Rione ai suoi abitanti, creando occasioni e incontri che, attraverso la cultura, permettano una fruizione attiva del territorio.

La giornata di riflessione, organizzata e prodotta da Alessandra Bonaccorsi e dal suo Comitato di Quartiere “PraticamenteNoi” ha visto protagoniste le belle arti che, attraverso la voce di scrittori, artisti, artigiani, critici hanno non soltanto dato vita ad un viaggio nel Rione ma hanno sottolineato la storia, l’alto valore culturale di professioni e mestieri ormai scomparsi, di tradizioni di cui serbare memoria indicando al contempo una via da percorrere nel futuro, affinché Prati ritorni ad essere una comunità viva di persone.

Roma Prati

L’evento patrocinato da Roma Capitale Municipio I Centro e dalla Regione Lazio ha visto la partecipazione dell’Assessore alla Cultura del Municipio I Centro di Roma Capitale Giulia Ghia, della Vice Presidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, e del Consigliere di Roma Capitale commissione cultura Stefano Erbaggi.

Alessandra Bonaccorsi Stefano Erbaggi
Alessandra Bonaccorsi e Stefano Erbaggi Consigliere Commissione Cultura Roma Capitale
Roma Prati racconta
Roberta Angelilli – Vice Presidente Regione Lazio
Roma Prati
Alessandra Bonaccorsi e Giulia Ghia Assessore alla Cultura Municipio 1 Centro Roma Capitale
Roma Prati
Mino Caprio Stefano Erbaggi Alessandra Bonaccorsi

La giornata è stata aperta con la presentazione della mostra di pittura contemporanea “Prati al tempo del Giubileo” in cui dieci artisti, partendo da foto emblematiche della situazione del Quartiere nell’ultimo anno e dopo aver ascoltato criticità molto sentite dai residenti, dai commercianti e dagli artigiani, quali il taglio indiscriminato degli alberi, i lavori al mercato dell’Unità, i disagi relativi al Giubileo la nomina del nuovo Pontefice, l’emergenza dei senzatetto, hanno creato delle opere particolarmente interessanti e originali, poi sottoposte al giudizio del pubblico.

Donatella Bellei in “Ferire la natura” pone l’accento sull’abbattimento degli alberi, una mutilazione non soltanto a scapito del verde urbano ma anche alla bellezza delle strade.

Enrico Cerioni e Michele Zollo rappresentano una via in cui la vita è personificata dai banchi del mercato, dai colori e dalla varietà delle merci esposte; i mercati rionali quindi come luoghi necessari per l’aggregazione dei cittadini.

Amelie, risultata vincitrice del primo premio con “Dove c’erano i Prati”, ricostruisce il Mercato dell’Unità durante la lunga fase dei lavori. Le figure indistinte, rappresentate da colori vivaci, spiccano nel grigiore dell’edificio.  Il mercato, in questo senso, diventa il luogo simbolico dove le persone si muovono e interagiscono all’interno delle dinamiche della società. Sono l’energia di una comunità che ha bisogno di un luogo di socializzazione vero e radicato, lontano da logiche che vorrebbero il Rione come un grande lunapark a beneficio di un turismo mordi e fuggi.

Virginia Manganozzi, seconda classificata e vincitrice del Premio della Critica con “Desolazione”, rappresenta uno dei tanti clochard che ha cercato un riparo per la notte. E’ una figura indistinta, raggomitolata su stessa, “come un verme all’interno di un tunnel senza uscita” spiega l’artista. Non ha volto; il particolare che emerge drammaticamente da quello spazio anonimo in cui la nostra indifferenza lo ha congelato sono i piedi, che sfuggono ad un cartone troppo piccolo per coprirli, piedi che sottolineano un drammatico girovagare, anch’esso privo di soluzioni.

Gianluca Soldo, che si aggiudica il terzo posto, grazie ad un interessante uso di linee e del colore crea intrecci che in “Roma non più eterna” analizzano la cristalizzazione di una città che deve la sua straordinaria bellezza al passato e alla sua storia ma è lontana da una contemporaneità che invece caratterizza le altre capitali europee. Gli incroci che l’artista ricrea sottolineano l’apparente ma al tempo stesso opprimente incantesimo sotto cui vivono i romani, divisi tra l’amore per una città simbolo per eccellenza di storia e genio artistico e la fatica nell’affrontare una battaglia quotidiana fatta di disservizi e cattive gestioni.

Federico Ciacci con “In corso d’opera” inserisce elementi materici per porre l’accento sulla contestata cava dei sampietrini di via Ottaviano durante i lavori per il Giubileo. Nati come pezzi rotti del basolato che lastricava le consolari romane Prenestina e Tiburtina sono un simbolo indiscusso di Roma; la loro lavorazione veniva data in mano a vecchie cooperative di selciaroli, antichi mestieri ormai scomparsi. A Roma i sampietrini erano chiamati anche “Er core de Nerone“, per il loro colore brunastro, la loro durezza e i riflessi lucenti, e l’artista proprio attraverso la matericità dell’opera riesce a rendere perfettamente l’importanza di un elemento così connotativo per la storia, soprattutto del rione Borgo e del Centro Storico.

Giulia Smorto in “Folle” porta nella sua tecnica su carta il Giubileo dei Giovani, un evento che ha profondamente e drammaticamente portato alla luce quanto la Capitale e i quartieri storici non siano in grado di reggere ad affluenze così straordinarie per numeri.

Ludovica Andrea Brunetti nella sua opera “2025”mostra piazza Risorgimento nel lungo periodo di cantiere, l’opera è documentazione del profondo stravolgimento di uno tra i luoghi simbolo del quartiere.

Emma con “Scomodo” mostra i commercianti ed i gestori delle attività all’interno del Mercato dell’Unita, figure impotenti avvinghiate alle sbarre di quello che si è trasformato in una trappola di lamiera, senza alcuna garanzia da parte del Comune.

Michel Oz, con “Colonnato” pone l’accento sui senzatetto ed utilizza la tecnica del collage: i cartoni, con le figure pubblicitarie ritagliate diventano coperte di fortuna; i colori vivaci sottolineano lo stridente contrasto tra consumismo e indigenza. Cosa rimane di un’iconosfera privata delle immagini effimere? Una realtà cruda davanti alla quale preferiamo voltarci dall’altra parte.

Tutte le opere saranno ospitate dal 27 ottobre con vernissage previsto alle ore 18 fino al giorno 2 novembre presso la Contart Gallery in via Germanico 84.

Prati

Molto interessante nel corso della mattinata è stata la proiezione del docufilm “Dove c’erano i Prati” realizzato da Lumsa e dal Comune di Roma per il centenario della nascita del quartiere (1911-2011) e la successiva rappresentazione di quadri teatrali ispirati ad episodi della storia del quartiere, scritti e presentati da Gabriele Quarta e la sua Associazione Culturale “Destino Libero”.

Lo spettacolo teatrale racconta la figura emblematica del barcarolo Toto Bigio, che alla fine dell’800 traghettava chi dalla sponda del Tevere di Governo Vecchio voleva raggiungere i prati intorno alla basilica di San Pietro, per fare la scampagnata. Un altro quadro ricorda la feroce uccisione di Teresa Gullace a viale Giulio Cesare per mano dei nazisti, che rastrellarono il quartiere Prati e di cui a testimonianza restano dei tasselli di metallo incisi a ricordo sui marciapiedi del Rione.
Un altro evento storico più leggero è l’aneddoto del concerto del 1965 presso il Teatro Adriano a piazza Cavour, dove si andava ad esibire per la prima volta in Italia un gruppo pop emergente e di cui era difficile pronunciare anche il nome per la presentatrice italiana, si trattava dei Beatles.
La rappresentazione si chiude con un quadro di dolente attualità, la crisi delle botteghe artigiane di stampo familiare.
I racconti della vecchia Prati sono narrati ancora dalla voce dei residenti e commercianti storici del quartiere, che hanno voluto ricordare i loro inizi, le loro attuali criticità e i loro desideri per disegnare una Prati più familiare e amabile.

Attraverso la visione delle video interviste realizzate agli artisti emerge chiaramente come le foto rappresentanti le criticità più evidenti documentate nell’ultimo anno hanno indicato la via per la costruzione di uno storytelling . L’arte contemporanea quindi come mezzo di definizione e critica, finalmente lontana da logiche astratte ma strumento descrittivo del presente.

Il pomeriggio ha visto l’interessante presentazione del libro “A Roma Prati” storie quotidiane del rione Capitolino di Matteo Falciani, Alessandro Da Soller, Tiziana Guerrucci, Laura Bertoncin, Chiara Ricci, Anna Manzo.

Particolarmente sentita dal pubblico è stata la presentazione del progetto civile e sociale per le scuole : “Sulla strada scegli la vita” dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada di Giancarlo Carapellotti, Giuseppe Castellucci, Mario Scipione e del progetto “Il giardino della Memoria” dedicato alle Vittime della Strada , da realizzare sul territorio verde di Roma Capitale proposto da Alessandra Bonaccorsi.

La giornata è stata presentata dal doppiatore e attore Mino Caprio, la premiazione degli artisti è stata a cura della giornalista e curatrice Stella Maresca Riccardi

Tra i patrocinanti all’iniziativa LUMSA, ContArt Gallery, Associazione Culturale Destino Libero .

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