A Palazzo Valentini “Sostenibilità e futuro circolare” la mostra d’arte di Marco Angelini
Palazzo Valentini a Roma ha inaugurato venerdì 7 febbraio 2025 la mostra personale di Marco Angelini intitolata “Sostenibilità e futuro circolare” e che continuerà ad essere esposta fino al 28 febbraio 2025.
Marco Angelini torna a riflettere sull’urgenza dell’energia rinnovabile e della sostenibilità ambientale. La nostra terra è come un tempio sacro che va venerato, immutabile nella sua ciclicità, mentre siamo noi a trovarci in equilibrio precario. Ogni gesto, per quanto possa sembrare insignificante, lascia un’impronta che si ripercuote sulla nostra sopravvivenza: assumere consapevolezza e ricercare un’armonia sono gli obiettivi principali del nostro tempo.
L’artista introduce questo concetto traducendo il complesso ruolo delle energie rinnovabili in un linguaggio artistico accessibile e coinvolgente. L’arte fa interagire conoscenza e consapevolezza mediante la semplificazione dei concetti cruciali e rendendo tangibile il potenziale di un cambiamento radicale.






L’intera esposizione è strutturata secondo un rigoroso schema cromatico che incanta lo sguardo dello spettatore, persuadendolo attraverso l’uso consapevole della psicologia del colore. Questo filo invisibile, intessuto dai materiali impiegati che si ripetono e assumono forme diverse opera dopo opera, suggerisce un flusso energetico che si rinnova, invitando ad una personale interpretazione di ciascuna opera.
La mostra si configura così come una reinterpretazione in chiave sostenibile dei celebri test psicologici di Rorschach: di fronte alle opere di Angelini, il visitatore è chiamato a un’auto-valutazione del proprio ruolo all’interno del movimento sostenibile. Questa riflessione fa perno sull’inconscio collettivo che mira a diventare innanzitutto consapevolezza e poi azione. Tale visione interpretata dalla curatrice della mostra come “cromoterapia sociale” sottolinea l’importanza dell’arte come strumento di sensibilizzazione.
Le opere Diversità culturale, Diversità biologica e Il nostro posto nella natura, che invitano lo spettatore alla riflessione sin dall’inizio dell’esposizione, si presentano come un bivio, un crocevia incerto in cui si riflettono le tensioni del nostro tempo. Viviamo in un’epoca di mutamenti incessanti, ma non tutti possono considerarsi dei passi avanti, alcuni sembrano addirittura trascinarci indietro nel tempo. Le guerre e l’accelerazione dei cambiamenti climatici sconvolgono l’uomo, spingendolo alla ricerca di nuovi luoghi dove poter crescere e ricostruire il proprio futuro, ma questi passaggi sono spesso dolorosi, segnati da ostacoli e resistenze. A contrastare questo vortice di instabilità, Tempo profondo si staglia solitario, unico a non fondersi in un’intersezione, evocando un’eternità distante, irraggiungibile per l’essere umano.
L’astrattismo biomorfico che si intreccia con quello geometrico caratterizza da sempre l’espressione artistica di Angelini. Con Fiore urbano 1 e Fiore urbano 2, in cui è presente il biochar, carbone vegetale realizzato in assenza di ossigeno, assistiamo ad un perfetto esempio di processo circolare sostenibile. Le due opere si allineano nella stanza espositiva creando una connessione diretta con lo spettatore.
Angelini non si limita a raccontare la sostenibilità: la vive e la incarna nel suo stesso processo creativo. L’artista adopera materiali di scarto o in disuso, dimostrando che ogni elemento racchiude una storia che però non è finita, ma continua nel momento in cui questo viene rigenerato. I vecchi pannelli fotovoltaici adoperati in quasi tutte le opere, ad esempio, posso svelare ad un occhio più esperto la loro evoluzione tecnologica nel tempo. Angelini utilizza inoltre alluminio, ottone, lastre di silicio non trattato e persino oggetti della sua vita quotidiana, come le lampadine. La luce, simbolo di progresso fin dai tempi della Belle Époque, assume con questa mostra la metafora della transizione ecologica e, allo stesso tempo, della nascita di idee, di tutte quelle nuove visioni che sono destinate a cambiare il mondo.
L’esposizione di Marco Angelini è patrocinata dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, e si ricollega alle precedenti due mostre presentate a Baku, Azerbaigian, in concomitanza con la 29esima Conferenza delle Parti sul Clima (COP29) dello scorso anno, e presso l’Istituto Italiano di Cultura di Santiago del Cile, Cile, con il programma sponsorizzato dall’Enel “Italia Energía Creativa” nel 2022.
Qui per la prima personale di Huang Min