Scacchi in prestito all’arte

Gennaio 11, 2025
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Scacchi

« Dal mio stretto rapporto con artisti e giocatori di scacchi sono giunto alla conclusione che, mentre tutti gli artisti non sono giocatori di scacchi, tutti i giocatori di scacchi sono artisti. » Marcel Duchamp

La passione per gli scacchi, coltivata fin da ragazzo, impegnò seriamente Duchamp dal 1923 (all’epoca aveva già 36 anni) al 1938, periodo durante il quale prese parte ad importanti tornei ed alle Olimpiadi scacchistiche.

Scacchi Duchamp

“La bellezza degli scacchi è più vicina a quella della poesia; i pezzi sono l’alfabeto stampato che dà una forma ai pensieri, e questi pensieri, pur formando un disegno visivo sulla scacchiera, esprimono una loro bellezza astrattamente, come una poesia”.
Nell’atto stesso del muovere i pezzi, il giocatore “disegna” la posizione sulla scacchiera, le linee geometriche che si delineano si congiungono con il rapido movimento dei pensieri fino a configurare, afferma Duchamp, un vero e proprio: ”piacere sensuale dell’esecuzione ideografica dell’immagine sulla scacchiera”.

Questo antico gioco che aveva appassionato anche Leonardo Da Vinci, sedusse le avanguardie artistiche e i loro protagonisti che concepirono la scacchiera come possibile terreno di una sperimentazione creativa che ha interessato tutto il XX secolo. E nel 1944 a New York la Julien Levy Gallery ospitò la mostra “L’immagine degli scacchi” raccogliendo scacchiere e disegni a tema di Man Ray, Alexander Calder e di Max Ernst, nonché altri lavori di André Breton, dell’artista e designer giapponese Isamu Noguchi e naturalmente di Marcel Duchamp.

Anche artisti a noi contemporanei si sono cimentati in un nuovo design per il gioco su scacchiera, tra essi esempi degni di nota sono le produzioni di Tracey Emin, Tom Friedman, Damien Hirst, Barbara Kruger, Yayoi Kusama, Alastair Mackie, Rachel Whiteread, Jake and Dinos Chapman e Maurizio Cattelan.

Scacchi
Damien Hirst Chess

L’immagine più rappresentativa è a nostro avviso è quella di Robert Discharges in cui Duchamp e Dalí che giocano a scacchi sul set del film A Soft

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