In occasione della straordinaria riapertura al pubblico dell’Antico Lavatoio ‘La Femminella’ — restituito alla comunità dopo oltre dieci anni grazie al restauro promosso dall’Amministrazione Comunale di Castelnuovo di Porto — il 21 marzo è stato presentato il progetto ‘Le Vie dell’Acqua’. L’iniziativa, firmata dall’artista Annalinda Maso e curata da Giulia Marcellini, celebra questo atteso ritorno attraverso un dialogo tra installazioni site-specific e performance dal vivo, capaci di intrecciare memoria storica e linguaggi contemporanei.
Per secoli il lavatoio è stato un luogo centrale nella vita della comunità. Qui le donne si incontravano per lavare i panni, ma anche per raccontarsi storie, condividere notizie e tramandare racconti che mescolavano realtà e immaginazione. Tra questi, quello della Femminella è rimasto uno dei più evocativi. Secondo la tradizione, nelle ore più quiete della sera una figura femminile continuerebbe a muoversi tra le vasche di pietra. C’è chi racconta di aver sentito il suono dei panni battuti sull’acqua quando il lavatoio era ormai deserto, chi parla di un canto leggero o di passi appena percettibili. La Femminella, si dice, sarebbe lo spirito di una giovane donna legata a quel luogo e alla sua storia.

La mostra espora la memoria dei luoghi e il rapporto tra sacro e contemporaneo in relazione all’elemento dell’acqua.
L’installazione comprende teli dipinti e videoproiezioni, creando un dialogo tra passato e presente. Presentato a Castelnuovo Fotografia 2024, Rocca di Albornoz Narni 2025 e Circuiti Dinamici Milano 2025, il progetto ha suscitato l’ attenzione della critica con varie recensioni.


Il momento simbolico di questa rinascita si è tenuto il 21 marzo alle 10:00, quando, insieme al FAI cittadini e visitatori sono stati coinvolti in un’azione di arte partecipativa: è stato infatti srotolato un lungo filo ad unire idealmente la Rocca Colonna all’Antico Lavatoio.
Un gesto semplice ma potente, pensato per collegare due luoghi simbolo del paese e per intrecciare storia, memoria e partecipazione collettiva.
La riapertura de “La Femminella” non è solo il recupero di un’architettura, ma la restituzione di un luogo di incontro e immaginazione. Mentre l’acqua tornerà finalmente a scorrere tra le antiche pietre, il mistero della Femminella continuerà a vibrare nel silenzio della sera, custode eterna di una storia che non ha mai smesso di scorrere.
Qui per il nostro editoriale su Mario Schifano