La street art di Ipman – L’intervista

Settembre 16, 2024
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ipman cover
Screenshot

Spray, stencil, poster art, sono le tecniche utilizzate da Ipman giovane streetartist pescarese, per veicolare sui muri un’arte che, con ironia e intelligenza, mette in discussione o in evidenza il nostro quotidiano.

Lo abbiamo incontrato per una breve intervista in esclusiva

Come ti sei avvicinato alla street art e quale tecnica preferisci usare per le tue opere?

Mi sono avvicinato all’arte urbana ai tempi delle superiori ; ho frequentato l’istituto d’arte , mi sono diplomato in grafica e stampa pubblicitaria. Ero affascinato dal writing e la passione per il disegno l’ho avuta sin da bambino. Poi con gli anni mi sono avvicinato alla tecnica dello stencil con Blek le rat prima e Banksy poi, quindi proprio per la sua velocità di esecuzione mi sono avvicinato alla poster art. Ciò non toglie che in studio uso anche tecniche più “classiche” come acrilico e pittura a olio per i miei lavori su tela.

Ipman, in una delle tue opere “Piaghe moderne” rappresenti un uomo trafitto da frecce, che su un lato si chiamano “unlike”, “unfollow”, “normophobia”, dall’altro “no privacy”, “isolation”, “dependance”. Sono i pro e i contro che subiamo o accettiamo nel rendere noi stessi “social”. Ma perché, secondo te, abbiamo così paura di essere persone normali o comuni?

Quella è una rivisitazione in chiave moderna del San Sebastiano di Andrea Mantegna. Ho cercato di individuare alcune delle piaghe che affliggono i nostri tempi. Secondo me più che avere paura cerchiamo di seguire i modelli che ci vengono fatti vedere ovunque per sentirci al passo con i tempi o più semplicemente omologati.

Ipman il martirio di san sebastiano. Uomo trafitoo da lame con i simboli unlike, unfollow

In una tua opera due figure Michelangiolesche allungano le dita per raggiungere il “check”. Cosa hai voluto simboleggiare?

Ipman street art due dita si allungano come nell'opera di michelangelo per toccare il simbolo di un check

Si nella creazione di Adamo (“Take the check”) la mano di quest’ultimo sembra quasi essere ritratta, nella mia rivisitazione invece c’è quasi una sfida tra i due. Semplicemente è una raffigurazione del nostro tempo, essere famosi e mostrare ostentazione ad ogni costo, senza guardare in faccia nessuno.

Nelle tue opere si parla spesso di isolamento, ci isoliamo attraverso i social o attraverso lo schermo di uno smartphone e questo riguarda sia i più giovani che gli adulti. Dove è che secondo te che ci siamo persi? Qual è il momento in cui si è rotto qualcosa?

Si, tocco spesso questo tema. Secondo me il problema sta nell’abuso che si fa dei social, perché l’idea di fondo era sensazionale: poter rimanere in contatto con persone che non si vedono da anni, ma con il passare del tempo abbiamo iniziato a condurre una vita sempre più digitale che reale. Ed è alquanto alienante.

Secondo te la street art nata come movimento di protesta e dissenso, è oggi per certi aspetti diventata mainstream?

Diciamo che negli anni sono nate diverse forme di arte urbana, dal writing puro e semplice all’arte di protesta (quella che pratico anche io) al muralismo finanziato dalle istituzioni stesse per riqualificare zone degradate. Fino a qualche anno fa l’urban art non era considerata neanche una vera e propria forma d’arte, oggi la troviamo (forse anche troppo) in quasi tutte le Gallerie; quindi si, ti posso dire che è diventata totalmente mainstream.

Quali sono i progetti futuri di Ipman?

A dicembre 2023 si è conclusa la mia prima personale presso la GArt Gallery con cui collaboro da diverso tempo. Attualmente sto sperimentando nuove tecniche per i miei quadri senza mai abbandonare i lavori in strada, soprattutto tra Pescara e Roma. Quando posso viaggiare porto qualche pezzo con me.

A Roma opere di Ipman si trovano nei pressi del Chiostro del Bramante, nel rione Monti, nei pressi di Via dei Coronari e a Tor di Nona, trattandosi di pezzi di poster Art, potrebbero essere state rimosse o danneggiate – NdR. cfr “Alla scoperta della street art romana e non solo” A.Doldo – S.Maresca Riccardi).

Ipman Finissage GArt Gallery 2023 – photo courtesy GArt Gallery

Ipman è rappresentato da GArt Gallery, fondata a Pescara da Francesco Di Matteo. Dopo una vita da collezionista appassionato, Di Matteo ha deciso di aprire GArt Gallery per condividere l’amore per l’arte, creando uno spazio di meraviglia e riflessione, dove il patrimonio degli artisti moderni e la promozione di opere d’arte d’avanguardia si muovono insieme verso il futuro.

GArt Gallery Via Piero Gobetti, 114
65121 Pescara (Italia)
Tel: +39 349 791 3885
Mail: info@gartgallery.it

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All photo credits Ipman

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