Maupal sarà tra i partecipanti di Rinascite, rassegna organizzata Borgo Pio Art Gallery in occasione della Perdonanza a L’Aquila dal 23 al 30 agosto
“Ho imparato a guardare il mondo con gli occhi dell’artista” – Maupal
Mauro Pallotta, in arte Maupal, inserito nel 2016 dalla rivista newyorkese Artnet tra i 30 street artist più influenti a livello internazionale, celebri i suoi murales su Papa Francesco che hanno fatto il giro del mondo e hanno avuto innumerevoli imitazioni.
Lo incontriamo alla vigilia della sua partenza per L’Aquila dove parteciperà alla mostra Rinascite, organizzata dalla Borgo Pio Art Gallery di Roma in collaborazione con Welcome Aq Gallery in occasione della Perdonanza, festa riconosciuta come patrimonio immateriale dell’UNESCO e che celebra la pace, la solidarietà e la riconciliazione.
Mauro a L’Aquila presenterai “Madre Natura”, come si lega quest’opera al concetto di Rinascita, ce ne vuoi parlare?
Il tema dell’ecologia e della sostenibilità ambientale è stato affrontato ampiamente negli ultimi anni, ogni artista lo ha declinato con la propria sensibilità. La mia “Madre Natura” è raffigurata come una donna incinta che continua a procreare e mentre il tempo a disposizione nella clessidra è quasi giunto al termine, vede in fondo una luce. Come mia abitudine inserisco sempre nelle mie opere una nota di speranza, perché un cambiamento è sempre possibile e confido in modo particolare nei giovani come coloro che potranno veramente attuare una inversione di paradigma.

Mauro, la street art è cambiata moltissimo nel corso degli ultimi trent’anni, è diventata main stream, ha ancora senso farla in questa maniera così diffusa, in cui ogni nuovo fatto di cronaca diventa occasione per un nuovo murale? Non si rischia di mandare messaggi che alla fine hanno poco a che fare con l’arte?
Assolutamente. Penso che l’artista debba essere sempre una persona libera da qualsiasi vincolo ideologico e politico e non debba mai prestarsi alla propaganda. Nel momento in cui un argomento politico viene trattato sui muri delle nostre città, non ci troviamo più di fronte ad un’opera d’arte ma ad un giornalismo di parte, qualunque essa sia. In realtà il mio obiettivo è sempre stato quello di non creare un’arte che alimenti il conflitto, ma di mettere in risalto esempi positivi attraverso ossimori grafici che possano stimolare una riflessione nello spettatore ma senza doverlo indirizzare.
Mauro si ha a volte l’impressione che la street art sia diventata una terra di tutti e di nessuno, in cui spesso non serve neanche una particolare competenza artistica. Conta soltamto l’idea. Siamo molto lontani dalla street art degli inizi in cui la competizione tra le diverse crew si basava proprio sulla capacità tecnica. Che ne pensi?
Sono molto contento di questa domanda. Sembra che negli ultimi vent’anni giornalisti e critici si siano addormentati sul fenomeno street art, senza accorgersi che molto spesso c’è stata una mancanza effettiva di capacità di base. Tutte le volte che ho affisso un poster per strada ho messo sempre l’originale, dipinto o disegnato a mano. Questo non significa che attaccare per strada una stampa sia sbagliato, a patto però che a monte ci sia un originale. Se si inizia ad affiggere immagini stampate da intenet, non siamo di fronte ad un opera di street art, questo va sottolineato. Non è tutta street art. L’artista è colui che ha competenze tecniche e una cifra stilistica ben precise.

A quali progetti hai lavorato ultimamente?
Ho appena finito un workshop con una classe dell’Accademia di Belle Arti di Roma, che è poi sfociato in un grande murale fatto dagli studenti in cui abbiamo preso in esame l’intelligenza artificiale rapportata all’arte; con i ragazzi si è creato un bellissimo rapporto e siamo diventati una vera e propria squadra; ne è poi derivata una mostra collettiva ed ovviamente trattandosi della loro prima esposizione ne sono stati molto contenti ed emozionati.

Poi ho appena concluso un altro workshop a Venezia al sestiere Castello, per cui all’interno di una Parrocchia con degli studenti giovanissimi abbiamo creato un murale dedicato alle guerre. I ragazzi hanno avuto l’idea del soggetto ed insieme abbiamo sviluppato il progetto: gli stereotipi veneziani come la donna che ha in mano uno spritz, un anziano gondoliere il pensione con il carrello della spesa, una donna ed un bambino migranti sono tutti raffigurati davanti ad un minaccioso carro armato che avanza, per dire basta a tutte le guerre. Un progetto anche questo che mi ha dato grandi soddisfazioni, il workshop si è tenuto infatti nel Padiglione della Santa Sede per la Biennale Architettura. Venezia per la Pace



Un altro progetto molto interessante è stato il mio omaggio ad Emergency sviluppato con i ragazzi del gruppo scout di Melara grazie a Matteo Caleffi capogruppo che ha voluto fortemente questo progetto. L’opera si chiama “Egalitè”.
In questa meravigliosa gara che rappresenta il percorso delle nostre vite, sarà importante correre sempre su una pista con i colori dell’Arcobaleno, su un terreno di Pace. Per realizzare questo sogno bisogna che ognuno si adoperi per rompere le catene che ci proibiscono di correre in libertà! Il concetto base sta nel punto di partenza. In una società degna, ognuno deve avere gli stessi diritti comuni. Un inno all’uguaglianza. Maupal






Tu hai un ricordo personale molto bello legato a L’Aquila…
Si, sono andato tre giorni dopo il terremoto. Avevo da poco realizzato a Roma il mio “Super Pope” che aveva avuto tanto eco mediatico e volli portare lì a L’Aquila la figura del Pontefice. Era zona rossa naturalmente e non si poteva passare ma i militari riconoscendo l’immagine mi diedero il permesso e affissi sulla vetrina di uno storico bar di piazza Duomo, il Super Pope che è rimasto lì per oltre 10 anni…
Mauro come hai cominciato?
Non ho iniziato in un momento preciso. L’arte è sempre stata un continuum nella mia vita e nel disegno ho sempre messo una passione totale. Ho avuto la fortuna di avere degli ottimi professori che mi hanno insegnato a vedere il mondo con gli occhi d’artista, che non bastava solo tecnica e capacità ma c’era altro.
Cosa significa vedere il mondo con gli occhi d’artista?
Te lo spiego con una metafora. Se un automobilista sta guidando di notte sotto la pioggia, presterà attenzione alla strada, alle macchine che gli vengono incontro; l’artista oltre a questo si soffermerà sulle goccioline che cadono sul vetro, ne vedrà i riflessi nella luce dei fari o dei lampioni e ne conserverà negli occhi l’immagine.

Rinascite a cura di Borgo Pio Art Gallery
Sede espositiva Welcome aQ Gallery Via dell’Indipendenza 15 L’Aquila
Vernissage 23 agosto dalle ore 18
dal 23 al 30 agosto 2025 dalle 16.00 alle 22
Ufficio Stampa Stella Maresca Riccardi