L’Aquila 2025
Stefania Del Papa nasce a Roma e cresce tra Washington D.C., Roma e New York. Durante gli studi alla New York University frequenta corsi di disegno e pittura all’accademia di arte a New York. Appassionata anche di archeologia e antropologia, consegue lauree negli Stati Uniti e in Italia anche di diverso orientamento. Continua a dedicarsi all’arte negli anni, perfezionando la tecnica e frequentando molteplici corsi di pittura e trompe l’oeil, come la Scuola San Giacomo di Arti Ornamentali a Roma. Segue inoltre corsi online di artisti rinomati. Partecipa a diverse mostre collettive mostrando uno stile eclettico e sperimentando le varie tecniche attraverso l’uso del colore, delle luci e dei materiali.
Stefania Del Papa sarà tra gli artisti partecipanti a “Rinascite”, mostra collettiva che si terrà a L’Aquila, presso la “Welcome Aq Gallery” in occasione della Festa della Perdonanza in collaborazione con la Borgo Pio Art Gallery di Roma con la presentazione critica di Marta Lock.


L’abbiamo incontrata a L’Aquila per una intervista.
Il tuo percorso artistico e la tua formazione si sono snodati tra gli U.S.A. e l’Italia. Cosa ti sei portata dietro dalla parentesi americana?
La mia formazione artistica si è sviluppata attraversando due contesti profondamente diversi ma complementari: l’Italia, con il suo radicamento nella tradizione, e gli Stati Uniti, con la loro spinta costante verso l’innovazione e la sperimentazione. Dall’Italia ho assorbito il senso della storia, la cura del dettaglio, l’importanza della tecnica e della disciplina. L’arte italiana mi ha insegnato a guardare al passato non come a un peso, ma come a un patrimonio da trasformare, da cui trarre ispirazione. Ho imparato a rispettare la materia, la forma, la composizione, ma anche il silenzio che esiste tra un segno e l’altro.
Negli Stati Uniti, invece, ho trovato il coraggio della libertà. Lì ho imparato che l’arte può essere anche rottura, rischio, voce politica. Ho conosciuto un approccio più fluido, più personale, meno vincolato ai canoni: un ambiente dove la sperimentazione è vista come valore, e dove l’identità si costruisce anche nell’errore e nel fallimento. L’apertura mentale, il dialogo interdisciplinare e l’attenzione all’attualità sono state fondamentali nel mio percorso. Artisticamente, mi porto dietro una doppia lente: da un lato la profondità e la memoria dell’arte italiana, dall’altro l’energia e la visione dell’arte americana. Queste due anime convivono nel mio lavoro, spesso in tensione, a volte in armonia, sempre in dialogo.

A Rinascite porti “Break Free” me ne vuoi parlare?
Break Free è un’opera a me molto cara perché rappresenta il mio messaggio principale che è quello di essere se stessi sempre e di rompere dai vincoli che ci trattengono. E’ un’opera astratta che esplode in una sinfonia di colori vividi, quasi irruenti, che sembrano rompere ogni confine imposto dalla tela. Rosso acceso, turchese elettrico, gialli incandescenti e
pennellate blu elettrico si intrecciano in un vortice visivo che richiama energia, movimento e trasformazione.
Al centro della composizione, emerge – quasi scolpita nel caos – la figura di una ballerina: un corpo in tensione, in slancio, sospeso tra gesto e liberazione. Le sue braccia si allungano verso l’alto, come se stessero cercando di attraversare una barriera invisibile. Il movimento è
chiaro: vuole uscire, rompere, respirare. La ballerina non è solo un soggetto: è simbolo. Rappresenta la forza interiore che spinge
ognuno a liberarsi dai vincoli – siano essi sociali, culturali o interiori – per affermare la propria autenticità. È un atto di coraggio, di vulnerabilità, ma anche di bellezza pura. In Break Free, l’astratto diventa linguaggio emotivo, e la danza si fa metafora della ricerca di sé. Un invito a non rimanere fermi, a non adattarsi, a rompere – appunto – per potersi finalmente essere.
Cosa significa per te rinascita?
Rinascita, per me, significa tornare a respirare con i propri polmoni, non con quelli che gli altri ci hanno imposto. È uno slancio interiore che nasce quando smettiamo di cercare approvazione, quando il peso dei giudizi e delle aspettative scivola via, e finalmente ci riconosciamo – autentici, imperfetti, liberi. Rinascere non è diventare qualcun altro, ma avere il coraggio di essere pienamente se stessi.
È un atto rivoluzionario, che richiede forza, lucidità e amore per la propria verità. Significa lasciarsi alle spalle le catene invisibili fatte di paure, condizionamenti, pregiudizi assorbiti senza accorgercene, e riscrivere la propria identità scegliendo con consapevolezza chi vogliamo essere.
È uno spogliarsi, non per sentirsi nudi, ma per sentirsi leggeri. È vivere nel bene, senza compromessi con ciò che ci sminuisce o ci trattiene, senza più doversi adattare a una forma che non ci appartiene. È scegliere ogni giorno la versione migliore di sé, quella che sa brillare senza dover oscurare nessuno, che sa amare senza annullarsi, che sa esistere senza chiedere
permesso.
Rinascere è un atto d’amore verso se stessi. È l’inizio di una vita vera.
Rinascite a cura di Borgo Pio Art Gallery
Sede espositiva Welcome aQ Gallery Via dell’Indipendenza 15 L’Aquila
Vernissage 23 agosto dalle ore 18
dal 23 al 30 agosto 2025 dalle 16.00 alle 22
Ufficio Stampa Stella Maresca Riccardi