Paolo Pardi, nato a Roma l’8 ottobre 1967, è un artista e comunicatore con un percorso ricco e diversificato. Ha conseguito il diploma di Liceo Artistico “Alessandro Caravillani” a Roma e ha approfondito gli studi presso l’Istituto Superiore di Comunicazione di Montecelio dal 1990 al 1994. Questa esperienza lo ha portato a considerare l’arte non solo come espressione figurativa, ma anche come strumento di comunicazione sociale, specialmente nel contesto della società consumistica del 2000, come veicolo pubblicitario e multimediale.
Nel corso degli anni, Paolo Pardi ha partecipato a numerose mostre in Umbria e nel Lazio, tra cui “Arte fra le mura” a Montefalco, “Ottobre Trevano” a Trevi e “Arte X 1000” a Roma. Ha maturato anche esperienza nel teatro come pittore scenografo, lavorando per spettacoli come “Casina” di Plauto al Teatro Manzoni di Roma, e ha collaborato alla realizzazione di scenografie per lungometraggi di cartoni animati prodotti da “Airone Cinematografica”. Inoltre, ha progettato copertine di CD di musica jazz per il percussionista Armando Bertozzi.
Tra il 1994 e il 1997, ha ricoperto il ruolo di Art Director presso la propria agenzia “The Nice Group”. Successivamente, ha lavorato come decoratore in abitazioni private. Dal 2021, ha ripreso l’attività artistica partecipando a diverse collettive, tra cui “Monica Ferrarini Eventi”, “Something Beautiful” alla Galleria La Pigna, “Lifeline” alla Biblioteca Angelica, e “Dantebus Margutta”. È stato anche incluso nel catalogo “Artisti di Oggi e di Domani” pubblicato da Gangemi Editore, a cura di Monica Ferrarini.
Dal 2023, Paolo Pardi ricopre il ruolo di presidente dell’associazione Borgo Pio Art Gallery, continuando a promuovere e diffondere la sua passione per l’arte.
Paolo Pardi sarà tra gli artisti partecipanti a “Rinascite”, mostra collettiva che si terrà a L’Aquila, presso la “Welcome Aq Gallery” in occasione della Festa della Perdonanza in collaborazione con la Borgo Pio Art Gallery di Roma con la presentazione critica di Marta Lock.

Lo abbiamo incontrato per intervistarlo.
In molte tue opere indaghi il rapporto dell’uomo con Dio. Cosa ti interessa approfondire su questa tematica?
Mi interessa approfondire la complessità della relazione tra l‘uomo e il divino, esplorando le sfumature dell’esperienza umana e le sue implicazioni spirituali. Gli angeli sofferenti che creo rappresentano la capacità di assorbire e di elaborare il dolore e le angosce umane, fungendo da intermediari tra l’uomo e Dio. Sono affascinato dalla loro duplice natura: da un lato, sono entità divine, vicine a Dio, ma dall’altro, sono anche testimoni della sofferenza umana e del peso che essa comporta. Attraverso le mie opere, cerco di riflettere sulla condizione umana e sulla nostra ricerca di significato e di connessione con il divino. Gli angeli sofferenti diventano così simboli della nostra stessa fragilità e della nostra capacità di trascendere il dolore, offrendo una speranza di redenzione e di salvezza.


Nel tuo percorso artistico hai affrontato l’importanza del riuso e del riciclo. Qual è il messaggio che vuoi dare allo spettatore e può quest’ultimo apprendere attraverso l’arte e il contatto con essa un vivere che sia più sostenibile ed equo?
La mia ricerca artistica, intrapresa nel 1999 e proseguita fino al 2022,
si concentra sull’arte del riutilizzo, un tema sempre più rilevante nel contesto contemporaneo.
Ho voluto esplorare l’idea di dare una nuova vita a materiali che, un tempo,
avevano un preciso utilizzo nella nostra quotidianità, ma che, con il progresso tecnologico e l’evoluzione delle necessità, sono stati relegati a un status di obsolescenza.
Attraverso il mio lavoro, mi sono impegnato a trasformare questi oggetti dimenticati in opere d’arte che raccontano storie e portano con sé una memoria tangibile del passato. Ogni pezzo che creo è una celebrazione della bellezza intrinseca di ciò che è stato accantonato, un invito a riflettere sul nostro rapporto con i materiali e sul loro ciclo di vita.
Utilizzando una varietà di materiali, dalle vecchie tecnologie obsolete a oggetti domestici in disuso, ho cercato di evidenziare il contrasto tra la modernità e la nostalgia.
Ogni progetto rappresenta non solo un atto di riutilizzo, ma un dialogo con il tempo, un’affermazione che ciò che è stato può ancora avere un significato e un’importanza, anche in un mondo cosi veloce e in continua evoluzione.
Il mio obiettivo è creare opere che non solo stupiscano per la loro forma e estetica, ma che invitino anche lo spettatore a considerare il valore della memoria e della sostenibilità.
In questo modo, spero di offrire un messaggio di riflessione e consapevolezza, creando un legame tra il passato e il futuro, e contribuendo a una cultura del riutilizzo che possa lasciare un’impronta positiva per le generazioni a venire.
Quale opera porterai a “Rinascite”? E cosa significa per te “rinascita”?
Per me, la rinascita rappresentata nel mio dipinto ‘Adam’ è un processo di auto-scoperta e di liberazione che avviene nonostante la mancanza di chiarezza e di certezza. L’uomo bendato davanti alla mela mozzicata rappresenta la capacità di fidarsi dell’istinto e dell’intuizione, di seguire la propria natura e i propri desideri senza essere condizionati dalle apparenze o dalle aspettative altrui. La benda sugli occhi simboleggia la fiducia nella propria interiorità e la capacità di navigare nell’incertezza, mentre la mela mozzicata rappresenta la scelta di assaporare la conoscenza e l’esperienza. In questo senso, la rinascita è un processo di crescita e di trasformazione che avviene attraverso la fiducia in se stessi e nella propria capacità di creare il proprio destino.

Rinascite a cura di Borgo Pio Art Gallery
Sede espositiva Welcome aQ Gallery Via dell’Indipendenza 15 L’Aquila
Vernissage 23 agosto dalle ore 18
dal 23 al 30 agosto 2025 dalle 16.00 alle 22
Ufficio Stampa Stella Maresca Riccardi