Lo scultore Manuel Quaresima, dopo il successo della London Art Biennale 2025 appena conclusasi, sarà tra i protagonisti di “Rinascite”, mostra collettiva che si terrà a L’Aquila, presso la “Welcome Aq Gallery” dal 23 al 30 agosto in occasione della Festa della Perdonanza in collaborazione con la Borgo Pio Art Gallery di Roma con la presentazione critica di Marta Lock.

Durante il silenzio forzato del lockdown, qualcosa è cambiato.
Lavoravo come fabbro, abituato alla forza e alla precisione.
Ma in quelle giornate sospese, ho iniziato a usare il ferro in un altro modo: non più solo per costruire, ma per esprimere. È così che sono nate le mie prime sculture.
Figure essenziali, umane, quasi arcaiche.
Forme che parlano senza bisogno di parole.
Il ferro, duro, resistente, vivo, è il mio linguaggio. In ogni opera cerco un equilibrio tra forza e fragilità, presenza e assenza, gesto e silenzio. La mia ricerca è interiore prima ancora che formale: è un modo per dare forma a pensieri, stati d’animo, visioni che non troverebbero spazio altrove.
Il mio lavoro nasce da un’esperienza concreta e quotidiana, ma si muove verso un piano più intimo e simbolico. Ogni scultura è una soglia, un passaggio, una possibilità di riscrivere ciò che sembrava immobile. Manuel Quaresima







Manuel hai iniziato a realizzare le tue sculture utilizzando il ferro di scarto delle lavorazioni della tua azienda di famiglia. Quali caratteristiche ti affascinano di questo materiale?
Ciò che mi affascina del ferro è la sua capacità di resistere e, al tempo stesso, di cedere. È un materiale che richiede forza e dedizione, ma che sa restituire molto a chi lo lavora. Durante la trasformazione, conserva ogni segno come testimonianza del processo. In questo, per me, diventa simbolo di resilienza; non si nega al cambiamento, ma lo assorbe e lo rende parte della propria identità.
Le tue sculture sono caratterizzate da intrecci di eleganza e leggerezza, eppure, con la loro solida presenza abitano lo spazio, si impongono all’attenzione dello spettatore. Tu scrivi “la materia non è mai neutra, ha frequenza, ha ritmo. E lo conserva”. Cosa per te è necessario comunicare attraverso la tua arte?
Attraverso la mia arte cerco di comunicare un concetto essenziale: la sofferenza non è un ostacolo, ma l’unica vera strada verso la crescita e la trasformazione. Nella vita, come nell’universo, tutto è in continuo mutamento, il cambiamento, spesso, fa male. Ma pensare di sfuggirgli significa rifiutarsi di vivere, andare contro la natura stessa delle cose. La sofferenza ci attraversa, ci plasma, ci costringe a crollare per poterci ricostruire. È lì che si nasconde la possibilità di rinascere.
Cosa significa per te “Rinascita”?
Per me la rinascita è un processo spesso doloroso, che passa attraverso la perdita, la frattura, il disorientamento. Ma è proprio in quel vuoto che si apre lo spazio per qualcosa di nuovo. Rinascere non significa tornare come prima, ma attraversare il dolore e lasciarsi trasformare da esso. È accettare le cicatrici, portarle con sé, e scoprire in esse una nuova forza. Il vero frutto della rinascita è la consapevolezza: uno sguardo più lucido, più profondo su sé stessi e sul mondo.
All photo credits Manuel Quaresima

Rinascite a cura di Borgo Pio Art Gallery
Sede espositiva Welcome aQ Gallery Via dell’Indipendenza 15 L’Aquila
Vernissage 23 agosto dalle ore 18
dal 23 al 30 agosto 2025 dalle 16.00 alle 22
Ufficio Stampa Stella Maresca Riccardi