Pillole e droghe “Pharmacy” di Damien Hirst.

Luglio 18, 2025
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Damien Hirst

Ero un fottuto relitto balbettante ha detto più volte Hirst, parlando delle sue dipendenze da droghe

Damien Hirst, per sua ammissione, ha un passato di dipendenze. Vediamo come ne è stata influenzata la sua arte

Negli anni 2000 Damien Hirst ammetteva che la sua passione per alcool e droghe lo aveva ridotto più volte “un fottuto relitto balbettante”.  Più o meno nello stesso periodo l’artista stava lavorando a “Standing Alone in the Precipice and Overlooking the Arctic Wastelands of Pure Terror” (1999-2000), una delle numerose “opere farmacologiche” che risalgono al periodo trascorso al Goldsmith’s College of Art di Londra.

Damien Hirst droghe pillole

The Pharmacy esposta alla Tate Gallery nel 2003 è una vera e propria Farmacia, un palcoscenico creato dall’artista in cui i visitatori sono al tempo stesso attori della pièce teatrale.

L’artista pone una critica feroce nei confronti delle aziende farmaceutiche e nei confronti delle medicine in genere che a suo avviso, curano ma intossicano, facendoci credere che con il loro utilizzo troveremo una panacea al nostro malessere.

Moriremo tutti, quindi questa facciata felice, sorridente, minimalista, colorata e sicura che la medicina e le aziende farmaceutiche mettono in scena non è veritiera: il tuo corpo invecchierà, si ammalerà,, ma la gente vuole credere in una sorta di immortalità”.

Damien Hirst droghe
Damien Hirst

Nel 2017 l’artista espone alla Gagosian di Hong Kong “Visual Candy and Natural History” una serie realizzata a partire dagli anni ’90

Damien Hirst Gagosian

Da bambino mi hanno fatto la lavanda gastrica perché mangiavo pillole pensando che fossero dolciumi… Non riesco a capire perché alcune persone credano completamente nella medicina e non nell’arte, senza porsi domande.
—Damien Hirst parlando della serie “Visual Candy”.

E’ questo il punto su cui insiste la ricerca artistica di Damien Hirst: Nell’epoca delle conquista scientifiche, l’uomo si crede dio. Ma è mortale, a differenza dell’arte che gli sopravviverà.

Le persone hanno fiducia nella medicina. (Nella mia Pharmacy ndr) Ho notato che guardavano i colori brillanti, le forme delle pasticche, i camici bianchi e la pulizia estrema dell’ambiente. Daranno tutto per vero, senza porsi troppe domande: questa sarà la mia salvezza, solo che non leggevano gli effetti collaterali. Sembra che ci siano molti inganni in giro. Credo che l’arte sia molto meglio della medicina, a lungo termine. Non si ha una lunga lista di effetti collaterali, o forse sì.

Qui il nostro articolo su Artisti e Droghe un’enigmatica connessione

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