Pescocanale è un incantevole borgo situato nel Comune di Capistrello (AQ) in Abruzzo. Il paese, quasi totalmente disabitato, ha subito negli ultimi due anni una vera e propria trasformazione grazie ad un progetto, EmigrArte, che ha permesso la realizzazione di dodici murales. Ne abbiamo parlato con Mauro Sgarbi, Presidente dell’Associazione Up2Artist di Roma e tra gli artefici dell’iniziativa.

Mauro, come nasce questo progetto su Pescocanale?
Nasce innanzitutto dal mio incontro con Ernesto Liberati, abitante di Pescocanale e tra i partecipanti dell’Associazione Culturale Lenatorte, nonché Consigliere Comunale del Comune di Capistrello. Una volta saputo che la mia asoociazione Up2Artist si occupava anche di street art mi ha chiesto di elaborare un progetto che avesse al centro Pescocanale e il tema dell’emigrazione che affligge questa zona da molti anni.

Una vera e propria emorragia se si pensa che sulla carta ad oggi risultano 219 abitanti, e che il borgo medioevale è abitato da 1 o 2 persone. Un paese davvero fantasma quindi. Il progetto che ha visto nel 2023 la sua prima edizione, si chiama EmigrArte, proprio al fine di puntare un faro e rendere onore ad un paese dall’incredibile e poco nota bellezza portandolo a nuova vita come centro turistico all’interno del quale poter sperimentare una serie di attività sportive legate alla natura come il trekking, la mountain bike, l’escursionismo ma anche attività culturali non solo legate alla street art ma proprio all’affascinante storia di questo borgo le cui origini affondano nell’anno 1000. Grazie al contributo di Integrated Solution un’azienda torinese che ha finanziato la prima e la seconda edizione, siamo già arrivati a ben dodici murales. Quest’anno si dovrebbe tenere la terza edizione e quindi il numero è destinato ad aumentare.


Quali artisti hanno partecipato?
Quando con Ernesto abbiamo scritto il progetto abbiamo deciso che un tema così delicato e sia culturalmente che emotivamente profondo come l’emigrazione per essere comunicato avesse bisogno di un tratto e di una connotazione “più leggera”, “più intuibile”; abbiamo pertanto utilizzato il fumetto. E dal momento che personalmente, proveniendo dalla scuola romana del fumetto, ho un background in questo senso, ho cominciato ad usare immagini su questo stile e abbiamo quindi coinvolto artisti che abbracciassero questa modalità narrativa. Quindi nella prima edizione i murales sono stati realizzati da me, Maupal e Thomas Bires. Nella seconda edizione insieme a me ha partecipato nuovamente Maupal, che ha portato a Pescocanale Papa Francesco, Giusy Guerriero e un fumettista vero e proprio, Stefano Garau e l’Associazione Culturale Lenatorte ha decorato delle scale del borgo con le parole di “Amara Terra Mia” di Domenico Modugno. Per questa edizione stiamo valutando la possibilità di allargare la partecipazione a qualche street art internazionale, ma non anticipo nulla perchè siamo ancora in trattativa.


La street art ha il pregio di poter essere sotto gli occhi di tutti, non chiusa all’interno di Musei o Gallerie. Quanto è importante, a tuo avviso, promuovere un concetto di Arte diffusa?
Secondo me il grande fascino della street art risiede proprio nel fatto che essa sia una forma d’arte “imposta” al pubblico, nella quale ci si imbatte casualmente, senza che il fruitore abbia bisogno di accedere ad uno spazio privato o di acquistare un biglietto. Chi si trova davanti a questo tipo di opere non è necessariamente un addetto ai lavori, può essere sprovvisto di qualsiasi formazione in materia, non ha scelto intenzionalmente di vederla; il suo commento pertanto, la sua critica o il suo apprezzamento arrivano sull’onda di un emozione, derivano da un punto di osservazione a me estraneo, spesso colgono lati totalmente inaspettati a cui, a mia volta, non avevo pensato intenzionalmente durante la realizzazione. Ma non solo, forniscono un indicatore importante di quell’area urbana; non dimentichiamoci infatti che la street art è una forma di arte “territoriale”, nel senso che è indissolubilmente legata alla storia degli edifici o delle persone che abitano quei muri. Ed è molto importante sottolineare che quando opere di street art vengono realizzate prescindendo totalmente dai luoghi, per quanto possano essere visivamente gradevoli o ben eseguite perdono inevitabilmente di senso e di efficacia. La bellezza di quest’arte non è tanto nella sua estetica ma nella narrativa e nella tematica che porta avanti. Ed è questa la sua forza.

Mauro, parliamo di EmigrArte, il progetto specifico di Pescocanale. Come si è evoluta nel tempo e quanto, secondo te, sarebbe importante replicarla anche altrove?
EmigrArte è nato, come ti dicevo, per parlare dell’emigrazione che ha colpito non solo la Marsica e l’Abruzzo, ma tante regioni dell’Italia intera. Nasce quindi per denunciare ma allo stesso tempo per portare una soluzione: in questo caso incentivare un turismo consapevole e legato alle caratteristiche del territorio. Turismo consapevole perché Pescocanale non è un paese in cui ci si imbatte per caso, bisogna volerci andare ed è questa la sua bellezza. I residenti ci hanno confermato che da quando è stata avviata la realizzazione del progetto, qualcosa è cambiato: sono arrivati i turisti, anche grazie all’Associazione Lenatorte che tiene visite guidate e tour dei murales: Ernesto Liberati è uno straordinario Cicerone. EmigrArte è stato registrato all’AMACI come Museo a Cielo aperto e fa parte del circuito. Per essere un progetto che sta arrivando al terzo anno, siamo molto orgogliosi del risultato; speriamo in un finanziamento pubblico che si possa aggiungere a quelli privati e che sarebbe fondamentale per la realizzazione di strutture ricettive. La sfida del futuro è quindi quella di coinvolgere le Istituzioni in modo da ampliare anche l’offerta culturale sul posto.
La realizzazione di Musei a cielo aperto in zone demograficamente depresse, può aiutare significativamente un turismo legato al muralismo e all’urban art che esiste ed è vivo. Proprio per la capacità che ha la street art di accendere un faro laddove non arriva altro tipo di luce né mediatica, né culturale, né istituzionale.
La mia Associazione Up2Artist ha promosso diverse iniziative in tal senso. Con street art per Amatrice ad un anno dal terremoto, abbiamo portato il colore lì dove c’erano solo macerie. Abbiamo partecipato ad Earth Day Italia, abbiamo portato la street art a Fiuggi, vincendo un bando della Regione Lazio con il Comune di Fiuggi. Un contributo quindi sostanziale per un’arte diffusa che accenda una luce e sia al tempo stesso promotrice e interprete di una soluzione per migliorare la vita delle persone.




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Qui per la nostra intervista a Maupal