“Speranza e sogni non si possono mai incarcerare” Maupal
Pittore, scultore, grafico, tra i 30 street artist più influenti al mondo, Maupal, classe 1972 vive a Roma nel Rione Borgo; qui per la prima volta sono apparse le sue opere.
Il suo “Super Pope” dedicato a Papa Francesco, dopo poche ore raggiunse su l’allora Twitter oltre 200.000 visitatori. E tra i suoi fan c’è proprio anche Papa Bergoglio.
Ad ottobre 2023 per la prima volta Maupal partecipa, con una selezione di opere, alla Rome Art Week con l’Associazione Culturale FRAM!Lab presso View Point Stategy in via di Sant’Elena 29, location dagli splendidi affacci su Largo di Torre Argentina in Roma.
Il percorso espositivo ideato dalla curatrice Simona Micheli accompagna lo spettatore in un viaggio nell’arte di Maupal e al tempo stesso in una parte importante del volto urbano di Roma, nelle sue contraddizioni e nelle sue storture in un susseguirsi di critica sociale, ironia e spesso una punta di amarezza che continua a far riflettere anche ad itinerario concluso.

L’esposizione inizia con l’opera utilizzata per la locandina della mostra: La Lupa Capitolina che, mordendosi la coda, guarda i suoi figli partire; il murale si trova nel quartiere del Quadraro, in via dei Quintili, e vuole essere una severa critica nei confronti di un Paese che non permette alle nuove generazioni un futuro lavorativo stabile e decoroso, costringendoli a recarsi all’estero.
Si prosegue con la grande fotografia dell’occhio di Pasolini , murale che l’artista ha eseguito al Pigneto; la focalizzazione sulla pupilla profonda e brillante e così straordinariamente acuta vuole sottolineare la capacità predittiva di colui che, ultimo intellettuale dei nostri tempi, cinquant’anni fa, quando ancora la civiltà della téchne era agli inizi, intuì perfettamente come la tecnologia e i mass media avrebbero plasmato le coscienze e le menti.
Nell’opera successiva “Patrimonio Artistico” il David di Michelangelo,siede su una carrozzina a voler sottolineare come arte e cultura siano considerate in Italia una forma di disabilità, risultato finale di scellerate politiche perseguite da più di quarant’anni.

Fulcro dell’esposizione sono le opere che vedono protagonista Papa Francesco.
Il “Super Pope” murale del 2014, primo lavoro eseguito dall’artista in strada e considerato l’opera più virale di sempre. Il Papa che sulla scala a pioli gioca a tris con la pace, sorvegliato da una guardia svizzera, opera eseguita nel 2016 a Borgo Pio e poi rimossa e che ha definitivamente consacrato Maupal tra gli streetartist più influenti al mondo.

Papa Francesco che durante il periodo dei gilet gialli in Francia, con lo spirito rivoluzionario che lo contraddistingue, indossa anche lui il gilet e in Rue de Rivoli scrive “pouvoir aux faibles” – “potere ai deboli” mentre tiene saldamente in pugno la valigia con los “valores” da cui esce l’immancabile sciarpa rossoblu della sua squadra del cuore, il San Lorenzo de Almagro.

Preziosa testimonianza di un murale cancellato dalle autorità dopo neanche due ore dalla sua realizzazione, è l’opera “Papale Papale” in cui Papa Francesco, raffigurato mentre affacciato dalla sua storica finestra fa calare una ciambella di salvataggio a tutti coloro che vorranno accoglierla, diventa il simbolo per eccellenza di valori quali l’umanità e la solidarietà.

E ancora una volta perfetto interprete di un cristianesimo che scende tra gli uomini è il suo Papa Bergoglio raffigurato mentre porta sulle spalle un mondo ricucito e rattoppato; un’opera che è stata anche riprodotta sulla torta di compleanno per il settantottesimo genetliaco del Pontefice.
Tra le altre opere in mostra, due attempati Superman e Wonder Woman cercano eredi, un omaggio ad una generazione di anziani che sono stati il fondamento e l’ossatura del nostro Paese e un invito ai giovani ad ispirarsi a loro e a combattere per un futuro e un mondo possibile. Il murale originale si trova in un piccolo paese dell’entroterra tosco romagnolo, nei luoghi simbolo di coraggio e resistenza.

Maupal Rome Art Week 2023

Gli omaggi alla romanità vedono protagonisti anche l’indimenticabile “Sora Lella”, rappresentata mentre fa yoga su un verace bucatino all’amatriciana e Alberto Sordi, interprete insostituibile di una comicità basata sull’ironia e l’intelligenza, che non ha mai trasceso nella volgarità.

E ancora, rimanendo a Roma, Maupal ritrae un gabbiano, triste simbolo di una città abbandonata a se stessa, che stringe nel becco un curriculum vitae conquistato sul campo, da inviare ad AMA.
Il suo Garibaldi, simbolo del Risorgimento italiano, oggi è legato ad una colonna dalle strisce della municipale a cui sono attaccati i mali che affliggono il nostro Paese.

Una interessante parte dell’esposizione è dedicata al merchandising, a testimonianza di quanto sia importante che l’arte di strada circoli, faccia discutere, sorridere e riflettere anche attraverso le persone che la indossano e veicolino un messaggio.


Particolarmente significativa l’opera che rappresenta un murale eseguito da Maupal nel quartiere di Primavalle a Roma, in cui due galeotti che rispondono ai nomi di “Dream” e “Hope” evadono, calandosi dal muro di cinta del carcere.
“Speranza e sogni non si possono mai incarcerare” dice l’artista.

All photo-credits Margherita Mirabella
Per seguire l’artista
Per visitare con Rome Art Week il rione Borgo qui