La devianza nell’arte. Rompere le regole.

Febbraio 8, 2025
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Devianza duchamp

devianza = la non conformità agli standard normativi del gruppo o sottogruppo sociale di appartenenza, e più spesso a quelli del gruppo dominante, il quale, non potendo accettare tale comportamento abnorme, lo disapprova e spesso lo condanna con l’emarginazione o con sanzioni sociali di vario tipo. 

“Mi sono costretto a contraddirmi per non conformarmi al mio gusto”. Marcel Duchamp

Per alcuni artisti, l’arte rappresenta un mezzo attraverso il quale rendere omaggio al passato e mantenere viva una tradizione artistica, per altri è un mezzo non soltanto per sovvertire le regole ma per invertire uno status quo.

Ed è il nuovo, l’anticonvenzionale, la devianza a rendere l’arte vera, o le rotture servono a renderla più minacciosa, ancor meno comprensibile e non capita?

Sono vere ambedue. Naturalmente l’enviroment culturale in cui gli artisti agiscono, influenza in modo determinante il loro potenziale circa l’avere un impatto positivo o negativo.

Devianza Marcel Duchamp
Devianza malevic

Kazimir Malevič fu bandito dal governo di Stalin, quando quest’ultimo mise al bando l’arte astratta, ma ebbe successo in un’Europa del dopoguerra attenta e interessata alle nuove tendenze artistiche.

I Readymade di Marcel Duchamp gli consentirono di raggiungere presto una fama internazionale; Duchamp  mostra al mondo intero che ciò che rende un artista tale non è l’abilità di manipolare la materia, ma la capacità di trasformarla in qualcos’altro, di dare ad essa nuovi significati. Una lezione che l’Europa accoglie e alla quale ancora oggi gli artisti continuano ad ispirarsi.

Diverso l’approccio di Ai Wei Wei che ha sempre avuto un rapporto contraddittorio con il proprio Paese d’origine, trovando invece successo e stima negli Stati Uniti. Il lavoro dell’artista è sempre stato politico: “Duchamp aveva la ruota della bicicletta, Warhol aveva l’immagine di Mao. Io ho un regime totalitario. È il mio readymade”.

Devianza ai wei wei

E’ evidente come regimi totalitari che mettono al bando rotture e anticonvenzionalismi, fanno sì che gli artisti oggetto di censura siano apprezzati fuori dai loro confini, naturalmente anche grazie all’uso di intelligenti modalità di comunicazione.

Nel campo dell’arte, infrangere le regole, esplorare percorsi inaspettati e correre rischi sono aspetti 
integrali del processo di innovazione. La deviazione dalle norme e la creatività sono intimamente connesse Una serie di esperimenti ha dimostrato che i partecipanti ad uno studio sull’impatto che le condizioni esterne hanno sulla produzione artistica, preparati con segnali che rappresentavano il concetto di devianza mostravano un maggiore impegno creativo rispetto ai partecipanti che erano stati preparati con segnali  di conformità. D’altro canto una popolazione la cui educazione culturale si è basata sul rispetto di canoni rigidi e impositivi, non possiede una coscienza critica sufficiente per capire l’elemento di rottura che si trova davanti e non comprendendolo è più incline al rifiuto. Meccanismo inconscio che limita peraltro molto l’arte contemporanea che non si basa sul figurativo.

In molti ricorderanno l’intervento di Erdogan di due anni fa alla Biennale Yeditepe di Istanbul.
“Le opere d’arte occidentali sono piene di messaggi nascosti che hanno un obiettivo preciso, non sono innocenti. Dovremmo usare ogni mezzo per contrastare questi insidiosi attacchi che mirano a normalizzare ogni devianza, ogni marginalità e ogni indecenza sotto la forma dell’arte”

Rimanendo in Turchia, due studenti dell’Università del Bosforo di Istanbul nel 2021 furono arrestati per aver organizzato una mostra all’interno del campus universitario dove era presente un’opera che venne definita “irrispettosa” dal direttore del ministero degli Affari religiosi, di nomina governativa, perché raffigurava la bandiera dei diritti Lgbt+ accanto alla pietra nera della Kaaba in Arabia Saudita. Commentando l’arresto degli studenti, che poi furono rilasciati, il ministro dell’Interno Suleyman Soylu li definì “pervertiti”.

In un regime così totalitario è evidente che qualsiasi espressione artistica che non sia di aperto sostegno al regime, sia osteggiata potevo trasformarsi in uno spunto di riflessione o di discussione.

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