Il suo precedente lavoro come direttore di vari Istituti Italiani di Cultura nel mondo (Tel Aviv, Edimburgo, Dakar, Berlino, Jakarta, Tokyo, Mosca, Los Angeles) ha sviluppato in lui una costante passione di scoprire nuovi posti e nuove culture, viste e interpretate in modo personale attraverso l’occhio fotografico. Le sue immagini si identificano attraverso una visione della realtà che, non più filtrata dalle lenti dell’abitudine, si inquadra in originali prospettive marcate da immaginazione e creatività.
Nel settembre 2018 ha partecipato a due spedizioni fotografiche organizzate rispettivamente dal National Geographic Kazakhstan e dal Kazakh Tourism.
È membro onorario dell’Accademia di Belle Arti, Mosca. Svolge regolarmente seminari e masterclass in Italia e all’estero.
en nico sarà tra gli artisti partecipanti a “Rinascite”, mostra collettiva che si terrà a L’Aquila, presso la “Welcome Aq Gallery” in occasione della Festa della Perdonanza in collaborazione con la Borgo Pio Art Gallery di Roma con la presentazione critica di Marta Lock.

Abbiamo incontrato en nico alla vigilia della sua partenza per L’Aquila per una intervista
Lei ha viaggiato in tutto il mondo per lavoro, le posso chiedere se c’è un posto in cui, più di altri si è sentito “a casa”?
In realtà non esiste un luogo preciso in cui mi sia sentito o mi sento a casa. Mi è capitato invece di riconoscere, in luoghi distanti geograficamente o per cultura, punti identitari comuni. Ad esempio dinanzi ad un ghiacciaio, mi sono tornati in mente, apparentemente senza alcun legame, segni, strutture ed immagini di un deserto, oppure, davanti alle architetture di alcune vallate, sono riaffiorati in me paesaggi in cui era il mare ad occupare lo spazio visivo. Sono stato quindi più volte affascinato da questo senso di unità del pianeta; naturalmente non soltanto in senso geo-fisico, ma anche in riferimento a situazioni relazionali tra esseri viventi, che, pur nelle differenze culturali, mi sono apparse simili.

Quanto la cinematografia ha influenzato il suo modo di fotografare?
Personalmente ciò che mi affascina nel cinema, inteso come un flusso di immagini, è la capacità di isolare l’immagine giusta, intesa non in senso assoluto, ma in senso soggettivo e funzionale a ciò che si vuole comunicare e che possa spronare chi la osserva a diverse possibili interpretazioni. In questo senso ci sono alcuni registi, come ad esempio Michelangelo Antonioni, Ermanno Olmi, Andrei Tarkovski, Ingmar Bergman, che consciamente o inconsciamente hanno influenzato il mio modo di fotografare.
en nico come fotografo qual è il suo modo di approcciarsi ad una paesaggio, o a una scena?
Dinanzi al reale preferisco mettermi in una posizione di ascolto che, per certi aspetti, si concretizza in una ricerca. Penso che come esseri umani non abbiamo certezze; il mondo ci offre una pluralità di possibili informazioni proprio perché il vedere è profondamente soggettivo e legato ad infinite variabili. Se, liberandoci per un attimo dalla gabbia dell’abitudine, si riesce a cogliere qualcuna di queste molteplici realtà, ne usciremo conseguentemente cambiati, con una visione diversa o semplicemente più ampia. Questo naturalmente vale sia per me che fotografo e sia per chi si pone davanti alle mie fotografie, dandone una interpretazione diversa dalla mia o da quella di altri osservatori. Forse talvolta serve fermarsi per un istante, recepire interiormente gli impulsi che arrivano e poi andare avanti in una esplorazione costante, elemento imprescindibile del nostro percorso di vita.

Fontana luminosa è la fotografia che porterà a L’Aquila, cosa significa per lei Rinascita e come si lega con questo scatto?
Per me l’idea della rinascita è in qualche modo legata a quella della morte. Ognuno di noi nel corso della vita ha dovuto metaforicamente uccidere un qualcosa, liberarsi da un fardello, per poi ricominciare. Un continuum in cui vita e morte si alternano. La foto che espongo ha il suo punto focale nell’acqua come elemento di energia vitale, inserito in un tessuto antropizzato. Gli aquilani riconosceranno un’architettura caratteristica della loro città, La Fontana Luminosa. L’acqua sembra liberarsi dalla pietra con una energia che fluisce in continuo movimento. Nella foto tuttavia in alto appare la figura del massiccio del Gran Sasso. La sua presenza sembra marginale. In effetti ci fa riflettere come quell’acqua, che l’uomo ha racchiuso e incanalato all’interno di una struttura artificiale, proviene libera dalla montagna, da un luogo che appare distante, ma che ci condiziona e si rivela come il vero punto di riferimento.
Pubblicazioni/publications: “en nico viaggiando nell’immaginario fotografico”, Gangemi 2017
Esposizioni/exhibitions in Italia/in Italy: Museo Terrasini Palermo 2010, Palazzetto dei Nobili L’Aquila 2016, Villa Manin Passariano Udine 2018, Le Murate Firenze 2018, Palazzo dei Capitani Ascoli Piceno 2018, Museo Carà Muggia 2019, Museo delle Maschere Sartori Abano Terme 2020, Terme Tettuccio, Montecatini Terme 2021, Palazzo Firenze Roma 2023, Passignano sul Trasimeno La Rocca 2023 e all’estero/and abroad: House of Photography, Moscow 2011, ICI Budapest 2015, ICI Oslo 2018, UNAM Mexico 2019.
Rinascite a cura di Borgo Pio Art Gallery
Sede espositiva Welcome aQ Gallery Via dell’Indipendenza 15 L’Aquila
Vernissage 23 agosto dalle ore 18
dal 23 al 30 agosto 2025 dalle 16.00 alle 22
Ufficio Stampa Stella Maresca Riccardi