Valeria Magini. La nostra intervista

Novembre 19, 2024
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Valeria Magini

Valeria Magini, nasce a Roma nel 1991, dove è cresciuta e vive tuttora. “Sono partita, come spesso accade ai bambini, con i pennarelli e le matite; ho poi cercato di capire l’uso della pittura a olio e ho sperimentato gli acrilici. Ho cambiato tanti supporti dalla carta al cartone, dalla tela al legno, da stoffe e materiali di riciclo alla plastica. Ho fatto ricerca e ho sperimentato molto anche con una punta di insofferenza, data probabilmente dall’impazienza di trovare il mio equilibrio espressivo. Solo di recente ho scoperto i pastelli a olio e la loro capacità di stratificazione e forza nei colori vividi. Così ho fatto diversi tentativi e infine ho trovato che con la carta e la tela liscia sono un’accoppiata vincente.”

Noi l’abbiamo incontrata per una intervista.

La tua arte si muove sul confine tra realtà ed immaginazione, sembra quasi di assistere ad un sogno, una visione o a un ricordo affiorato dalla memoria. Da dove trai ispirazione e come si muove la tua ricerca artistica?

Sono sempre in ascolto e in attesa di lasciarmi incuriosire da quello che mi circonda. Mi
piace osservare le persone e raccontare la poesia dei loro piccoli gesti. Ma l’ispirazione viene anche dai libri, una mia grande passione; la letteratura europea, nello specifico inglese e tedesca, ha segnato gli anni dei miei studi universitari ed è un bagaglio culturale a cui attingo spesso quando sento la necessità di uno stimolo più importante. Lavoro anche in una ricerca che attraversa i miei ricordi e il memorabile che ho collezionato; riguardo il passato con occhi nostalgici e pieni d’amore e provo a riportare nel mio presente quegli
attimi andati.

Valeria Magini
Al Caffè dell’angolo
Valeria Magini autoritratto
Autoritratto

L’acqua è un elemento ricorrente nelle tue opere. La mostra “Salsedine” ne è un esempio. Perché?

Valeria Magini

Mi piace immergermi nel mare e stare sott’acqua, sentire il rumore dei pesci e il suono delle onde. L’acqua – e di nuovo mi sento di specificare – del mare è come la metafora del mio essere, mi protendo in continuazione verso la vita con l’affanno di chi non ne comprende il motivo ma decide di non fermarsi. Ho molti ricordi legati al mare, alle vacanze in famiglia e a momenti di pura gioia; non ho mai avuto paura dell’acqua alta, ho
sempre nuotato fino e oltre l’ultima boa; per me questa è la libertà o la sua ricerca.

Nella tua biografia dici di avere scoperto da poco i pastelli ad olio, cosa hanno cambiato nel tuo modo di dipingere e perché ti si addicono?

I pastelli a olio sono un mezzo straordinario per chi come me non ha pazienza e vuole vedere la propria anima impressa su tela o carta con colori vividi e più che brillanti. La pittura a olio è sicuramente un punto di arrivo che inseguo da anni ma nel momento in cui ho capito che avrei potuto raccontare con le dita – senza l’uso del pennello – la mia storia, non mi sono più guardata indietro. Ho sperimentato l’acrilico, la tempera, l’acquerello…ma
non ero mai soddisfatta. Il pastello a olio si asciuga velocemente, si stratifica in modo eccezionale e regala una luce particolare al soggetto ritratto. Sento la mia arte sinuosa e piena di sfumature proprio come i pastelli a olio che utilizzo; per il momento non voglio usare altri mezzi.

Valeria magini
Elena o.

Il 2024 è stato per te un anno magico dal punto di vista professionale. Tante mostre senza contare la residenza d’artista in Austria del 2023. Me ne vuoi parlare?

Il 2024 è stato un anno speciale, sono riuscita a realizzare un sogno: 3 personali inaugurate l’una distante dall’altra non più di una manciata di mesi. “Salsedine” in Galleria Pavart a Roma è stato l’inizio; Velia Littera, la gallerista, è stata una delle prime persone a credere in me e nella mia arte e difatti, dopo poco tempo rispetto l’inizio della collaborazione, abbiamo inaugurato questa mostra dedicata al mio amore per il mare e per la vita che c’è sulla spiaggia e tra le onde.


“Loro” è un progetto che ha preso vita grazie al CBA di Roma e grazie in particolar modo alla passione per l’arte dell’avvocato Stefano Petrecca, un vero mecenate. Dopo un anno di intenso lavoro, questo progetto con più di 30 tele, dedicate alla figura dell’uomo è diventato reale; per me ha significato una profonda ricerca, un motivo di confronto con il sesso a me opposto e un quotidiano remind sull’importanza della comunicazione.

Infine “Incontri” inaugurata a settembre presso la Sala del Consiglio del Municipio III di Roma, appuntamento fortemente voluto dalla consigliera Federica Rampini, mi ha permesso di riconnettermi con il territorio tutto del mio municipio di appartenenza; il progetto artistico vuole raccontare la vita di quartiere delle persone che popolano mercati rionali, giardini, piazze, panchine. Ognuno di questi progetti è uno sguardo sulle piccole cose che mi incantano.


La residenza d’artista del 2023 presso la NeueHeimat Weingut è stata un’esperienza
incredibile! Ho conosciuto artisti di tutto il mondo e ho potuto far tesoro dell’amore
che questa azienda vinicola ha per il proprio territorio, la materia trattata e per ogni
individuo che attraversa il loro cammino; ho vissuto un sogno, accolta come in famiglia.

Valeria Magini

Torniamo a “Loro”. Chi sono?

Loro sono ciò che non sono io e sono in parte anche io. Loro è un progetto artistico che
vuole da un lato raccontare e definire l‘uomo per come viene visto dalla prospettiva
femminile
e dall’altro per come invece è nella sua vera essenza. Il progetto ha previsto la
selezione di 10 uomini – tra i 20 e i 40 anni e a me sconosciuti – ognuno dei quali è stato
ritratto tre volte con pastelli a olio su tela 60x60cm a sfondo bianco; la 1° tela è la prima
impressione o pregiudizio, la 2° tela rappresenta lo stereotipo all’interno del quale colloco
quel determinato individuo e la 3° tela è la rappresentazione del soggetto per come questo
vuole raccontarsi o vorrebbe essere visto dagli altri. Queste tele sono messe in contrapposizione a delle opere più grandi che rappresentano gli uomini importanti della mia vita. Persone che hanno un unico ruolo sociale ai miei occhi, uomini e granitiche verità a cui mi appello ogni qual volta che necessito di aiuto e confronto. Questi modelli, questi uomini, hanno compilato e risposto a due questionari, le cui risposte sono il risultato di elaborati realizzati in collaborazione con la neuropsicologa Alessia Lo Grande. Le risposte ai testi sono state analizzate e tradotte in uno studio che mira a definire la vera essenza dell’uomo e di conseguenza la diversità con la donna in un’analisi che si integra alla riflessione che ho condotto. Tutto ciò con lo scopo di delimitare e riconoscere il perimetro e quindi i limiti dell’uomo e della donna, evidenziando in parte e come conseguenza i deficit della comunicazione tra sessi opposti.

Valeria Magini

E’ difficile secondo te nel nostro Paese essere artista e vivere della propria arte? All’estero le cose sono più facili?

È molto difficile farsi conoscere nel nostro Paese come artista; siamo tantissimi ed esistono inoltre come dei diversi “strati” nel mondo dell’arte, vie che quasi non si incontrano mai, in cui è difficilissimo addentrarsi. Quindi secondo me, per chi si approccia in questo ambiente c’è come prima cosa da capire quale sia la strada giusta da percorrere, per poi iniziare a faticare verso una strada in salita e molto tortuosa, dove ogni piede messo in fallo può essere un pericolo importante sul percorso.
La mia esperienza all’estero è legata per il momento all’Austria; posso dire che forse essendo quello un Paese più piccolo rispetto all’Italia, è più facile arrivare. Inoltre bisogna considerare la diversa capacità di acquisto tra cittadini italiani e austriaci; sicuramente in Austria gli stipendi sono più alti e difatti mi è capitato che molti giovani, ragazzi e ragazze più piccoli di me, acquistassero le mie opere senza difficoltà.

Usi colori molto intensi e vivaci. Cosa esprime Valeria Magini attraverso il colore?

Ricerco nel colore la luce di momenti che ho cristallizzato nella memoria e che ho reso parte della mia fantasia, attimi di vita che spero di vivere un giorno. Vago alla ricerca del giusto punto di ombra e di luce, provando a raccontare senza definire il confine di quello che voglio dire. Le mie opere hanno colori vividi dai contorni indefiniti, proprio come me; mi piace ricordarmi che sono viva e che amo la vita senza impormi limiti e sapendomi libera. Il colore è quindi ogni cosa; vivo in funzione degli odori e dei colori. La vista e l’olfatto sono per me i due sensi principali a cui presto particolare attenzione; l’odore di un
luogo, della pelle, di un cuscino, di una torta rimangono facilmente impressi nella mia memoria, come accade per i colori. Mi affascina il modo in cui la luce mi regala la sua magia ogni volta che apro gli occhi; vorrei saper vedere meglio per distinguere ancora più sfumature e dare vita a opere in cui il colore è in grado di ricordare quegli odori che custodisco nella memoria.

Progetti futuri?

Vicinissimo a livello temporale un progetto dedicato all’inverno, un appuntamento che prenderà vita verso metà dicembre. “Nasi freddi e odore di neve” è il mio racconto d’inverno, metto su carta e tela momenti vissuti all’aperto, tra le intemperie dei mesi freddi, in contrapposizione a tutti quei momenti più intimi e caldi, che prendono vita invece in casa, in un bar, in un locale. Successivamente vorrei ragionare ancora sul progetto “Loro” – mostra che è ancora in corso fino al 06/06/2025 – per capirne di più e rappresentare altro in questi termini ma anche per prendermi il tempo giusto e riflettere sulla donna, il mio soggetto preferito da ritrarre. Ci sono altri progetti in divenire, di cui però – forse per scaramanzia – preferisco raccontare più avanti.

In copertina “Marianna” – Valeria Magini

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