Viaggio nella Pop Art: un nuovo modo di amare le cose dal 13 settembre al 31 marzo 2025 a La Vaccheria a Roma
Una mostra imperdibile a La Vaccheria all’Eur in Roma accompagna lo spettatore in un viaggio tra il passato e il futuro della Pop Art
Iniziamo dal titolo: la Pop Art è un modo di amare le cose diceva quel genio di Andy Warhol, sdoganando un concetto di arte che fino ad allora si era voluta limitare ad esclusivo appannaggio di una élite culturale per renderla finalmente accessibile alla più ampia fascia di pubblico possibile. Ed il percorso espositivo creato per questa mostra rappresenta una vera e propria “pop experience”, non soltanto per l’immensa rivoluzione culturale apportata da quel fenomeno, ma è occasione per sottolineare come la pop sia stata negli ultimi ottant’anni un fenomeno continuativo, all’interno del quale, ancora oggi, giovani talenti artistici nazionali attingono, per poi attualizzare quei concetti in uno stile personale originalissimo.

Duecento le opere esposte, per un totale di 45 artisti tra italiani e stranieri: Andy Warhol naturalmente e poi Lichtenstein, Rauschenberg, Indiana, Mark Kostabi che qui per la prima volta espone “Gaming the Course of History”.


A seguire la monumentale scultura di Marco Lodola “Abbey Road”. E poi le artiste Annalisa Benvenuti, Sandra Tomboloni, artista che utilizza la manipolazione del materiale per imprimere la memoria del proprio passaggio sulle cose, Elena Arzuffi, Laura Lanci, Rita Mancini, Marina Roos, la straordinaria fotografa Olivia Gozzano.

Pennyboy, giovane talento italiano reduce dai successo personale all’ARTMUC a Monaco di Baviera, modella i metalli fino ad ottenere uno strato sottilissimo per creare opere vibranti nelle quali si percepisce l’energia e la vitalità che l’artista impiega nel processo di creazione. Nelle sue opere trovano spazio gli eroi dei cartoni, le copertine delle riviste patinate (bellissima la sua opera presentata proprio all’ARTMUC con la copertina di Vogue, Japanese Edition, con protagonista Kim Kardashian). Qui a La Vaccheria Pennyboy presenta ben 7 opere (i suoi dollars, La Marilyn e la Jessica Rabbit). Opere dall’inconfondibile spirito pop che viene reinterpretato da Pennyboy secondo il suo stile personalissimo ed originale che rendono questo artista uno tra i talenti più interessanti della scena artistica nazionale ed internazionale.




La Mostra comprende anche una sezione dedicata alla Scuola di Piazza del Popolo sotto il cui nome lavoravano artisti come Tano Festa, Franco Angeli, Mario Schifano, Giosetta Fioroni solo per citarne alcuni.
Nel 1962 Mario Schifano infatti arriva per la prima volta a New York e incontra Andy Warhol; di quel viaggio, il primo di tanti altri che si protrarranno negli anni, rimarranno le opere del florido periodo pop, al quale Schifano si dedica una volta rientrato in Patria. E’ l’Italia che guarda agli USA, per poi rielaborare e produrre anni e sperimentazioni che culmineranno con la mostra milanese di quel sagace gallerista che era Giò Marconi alla quale si recarono in visita anche importanti personalità di Musei e Fondazioni americane, incuriosite da quel pop tutto italiano.



La mostra sarà accompagnata dalla prima edizione del Festival From Pop To Pop, una manifestazione organizzata dal Municipio IX Roma Eur che, dal 13 al 15 settembre, con tre giorni di eventi a ingresso libero e gratuito, anche in orario serale in modo da essere più fruibili, dedicati alla cultura pop.
Il 13 settembre alle 17 si terrà una Passeggiata nella Pop Art, visita alla nuova mostra con Francesca Romano, a cura di Tam Tam Cultura Aps della Consulta della Cultura del IX Municipio Roma Eur. Alle 18.30, lectio magistralis sulla Pop Art a cura di Alessio Bertini (Fondazione Pistoia Musei). Infine, alle 20.00, visione del film Diabolik (1968) di Mario Bava e musiche di Ennio Morricone.
La giornata del 14 settembre si apre alle 18.30 con gli ascolti guidati sul jazz a cura del maestro Livio Ventura. Alle 20.30 si prosegue con la visione del film Blow up (1966) di Michelangelo Antonioni e colonna sonora di Herbie Hancock. Dalle 22.30, spazio alla musica con il concerto jazz del Lucrezio de Seta Quintet ispirato proprio ad Hancock.
In copertina Pennyboy: Jessica Rabbit 100 Iron Dollars graffiti, tecnica mista su ferro modellato installato in teca di legno e plexiglass 125 x 70 x 12 cm. Photo courtesy dell’artista