Il neon è ritornato. Arte Fiera 2025 sceglie Maurizio Nannucci per la commissione annuale di Opus Novum: maestro del neon e dell’arte nello spazio, presenterà un’opera inedita creata appositamente per la manifestazione bolognese.

l primo esperimento di un’opera con in sé una fonte di luce ebbe origine in modo casuale durante la visita del 1949 del fotografo Gjon Mili a Pablo Picasso nel suo studio di Vallauris, nel sud della Francia, ove Pablo soggiornò dal 1948 al 1965. Durante questa occasione, Mili mostrò al pittore alcuni dei suoi precedenti esperimenti, attaccando una piccola lampadina alla scarpa di una pattinatrice e immortalando la scia luminosa risultante. In risposta a questa dimostrazione, Picasso prese una torcia e iniziò a dipingere nell’aria minotauri, fiori e figure umane. Nel buio della stanza, il fotografo lasciò l’otturatore della sua macchina aperto, illuminando l’artista con un flash laterale, catturando l’istante prima dello scatto completo. Questo approccio unico permise di visualizzare sia il disegno realizzato da Picasso, sia la figura dell’artista mentre lo creava.

Certamente ispirato a quest’opera è la “Struttura al neon per la IX Triennale di Milano” ideata da Lucio Fontana nel 1951.

In America, il neon è ispiratore di movimenti come la Pop Art e non solo del suo pioniere Andy Warhol. Anche Martial Raysse (1936) è uno degli artisti che per primi hanno utilizzato il neon, e le sue opere alludono all’artificialità dei tempi moderni. Secondo l’artista francese il neon è “un colore vivente, un colore al di là del colore”. È la sola cosa che permetterebbe, secondo lui, di “togliere la polvere” alla pittura classica.

Famoso per i suoi Igloo fatti di luci al neon e geometrie a spirale, in Italia Mario Merz sceglie questo elemento abitativo per il suo senso di protezione e per il richiamo ad una società primordiale.


Dan Flavin può essere considerato come il maestro della neon art. Nel 1963 realizza il primo lavoro con lampade fluorescenti, chiamando quella e le opere successive Icone. Sebbene in molti abbiano provato a fornire una lettura religiosa del suo lavoro, Flavin ha sempre rifiutato interpretazioni trascendentali o metafisiche delle sue opere.
Bruce Nauman. La sua ricerca in questo senso è caratterizzata da un’analisi sul corpo e lo spazio da esso occupato, come nella performance del 1965 Manipulating a Fluorescent Tube; ma il neon come forma espressiva affascina l’artista anche in relazione alle insegne in ambito pubblicitario: Window or Wall Sign, appeso all’ingresso del proprio studio recitante la frase “The true artist helps the world by revealing mystic truths”.

Enrico Manera nasce artisticamente negli anni ’70 frequentando gli artisti in Piazza del Popolo a Roma che furono la fondamentale risposta al movimento d’oltreoceano della Pop Art. Importante è il rapporto con Schifano e Tano Festa, che lo renderà indiscusso protagonista e capofila ancora oggi del movimento successivamente denominato Nuova Scuola Romana di Piazza del Popolo, Nuova Figurazione. L’influenza cinematografica si riscontra anche nella sua produzione artistica, dove rappresenta spesso soggetti e icone del cinema. Il lavoro di Manera spazia dalle tele alla scultura, lasciando trasparire immediatamente un’anticipazione d’avanguardia, la sua scultura comincia ad integrarsi d’elementi elettronici e luci talvolta semoventi. In seguito, nella fotografia combinerà componenti luminosi, neon, led fino alla nascita dei primi grami o graffiti che lo includeranno nel filone Pop Italiano.


