A Bio360 Expo l’arte contemporanea ridefinisce il concetto di sostenibilità
A Bio360 Expo che si tiene a Nantes il 5 e 6 febbario 2025 si parla di biotransizione. Non solo una fiera commerciale ma una vera e propria piattaforma mondiale che attrae 5000 partecipanti da 45 paesi, 450 espositori e oltre 200 relatori provenienti dai settori globali della bioenergia, della bioeconomia e della rimozione della CO2 per parlare di futuro.
Unica Galleria d’arte presente a questo appuntamento di assoluta rilevanza internazionale, è Pavart di Roma, da sempre attenta nella promozione di un’arte che sia non soltanto puro valore estetico ma fonte di arricchimento per la qualità e sensibilità del vivere quotidiano.
Gli artisti della Galleria, in occasione della fiera, per la realizzazione delle loro opere, hanno utilizzato il Biochar, un carbone vegetale ottenuto da riscaldamento ad alte temperature di scarti, biomasse perlopiù certificate, in assenza di ossigeno (pirolisi) e risultante dall’evitamento di combustione e di emissione di CO2 in atmosfera, oltreché prezioso alleato nella cattura e nello stoccaggio della stessa CO2.
Un materiale quindi altamente sostenibile attraverso il quale poter coniugare creatività, rispetto, cura per l’ambiente e impegno sociale.
Nino De Luca, Luigi Notarnicola, Prisca Tozzi, Davide Cocozza, Pennyboy, Frank Martinangeli, Andrea Pacini, Manuela Scannavini, Monica Vanno, Giovanni Trimani, Marco Angelini, Valeria Magini, Biagio Castilletti, Uter, Hadeel Azeez hanno lanciato una sfida per un’arte che sia responsabile e non fine a se stessa, e che sia manifestazione di un impegno serio a lavorare costruttivamente per una direzione di rinnovamento che è ancora possibile.








La Galleria Pavart, la cui presenza alla Fiera è stata fortemente voluta dal professor Mauro Giorcelli del Politecnico di Torino e da Paul Stuart, Fondatore di Bio360 Expo, è stata promotrice di un messaggio molto importante: ossia di quanto sia necessario che l’arte, anche e a maggior ragione quella contemporanea, esca fuori dai soliti circuiti cristallizzati, per fare suo un calendario espositivo innovativo, inconsueto e che possa attrarre nuove fasce di pubblico.
E’ indispensabile, per attraversare la crisi che il sistema artistico sta attraversando ormai da molti anni, individuare una rete capillare e alternativa all’interno della quale presentare percorsi e progetti espositivi che siano frutto della contaminazione tra le varie discipline e che si facciano interpreti di un messaggio “attrattivo” in modo particolare nei confronti dei giovani.
Come era già accaduto per la mostra “Alchimia del Carbone“ che la Galleria Pavart e la sua Direttrice Artistica Velia Littera, avevano presentato in occasione della Rome Art Week 2024 presso il magnifico spazio dell’ISA (Istituto Superiore Antincendi) in Roma.
E’ questa la direzione in cui lavorare anche per essere finalmente al passo con la contemporaneità, lasciando alle spalle un sistema che intende l’arte esclusivamente un circuito chiuso ed elitario riservato ai soli addetti ai lavori.