Un budget stimato tra 23 e 46 milioni di sterline per la realizzazione di una statua dedicata ad Elisabetta II a Londra.
Il concorso internazionale per il monumento, aperto a dicembre 2024, prevede due fasi: una selezione preliminare e una fase di progettazione finale per i cinque candidati selezionati. La proposta vincente verrà annunciata nell’estate 2025.
Il progetto sarà finanziato interamente con fondi pubblici tra molte polemiche e malcontenti.
Sicuramente l’edificazione della statua in onore della monarca più longeva di tutti i tempi rappresenta un’operazione di marketing volta a rafforzare l’immagine della monarchia inglese nell’immaginario collettivo in un ottica di rilancio di una identità nazionale che attualmente, con le malattie di Re Carlo e della principessa Kate, ha subito una pesante flessione.
D’altro canto la cifra stanziata è notevole.
Negli ultimi anni, infatti, i tagli ai finanziamenti pubblici hanno drasticamente ridotto le risorse a disposizione delle istituzioni culturali britannici Dal 2017, i fondi destinati agli enti locali in Inghilterra sono calati del 48%, causando la chiusura di oltre 500 musei dal 2000.
Ci si interroga quindi sull’utilità di destinare una simile somma ad un’unica iniziativa.
Le statue celebrative inoltre spesso non hanno incontrato il gusto del pubblico. Nel nostro Paese ne è un esempio lampante la statua commemorativa realizzata nel 2011 da Oliviero Rainaldi per Giovanni Paolo II ed inserita dalla CNN tra le opere più brutte al mondo.
Elisabetta II è stata una figura ispiratrice per moltissimi artisti da Andy Warhol ai Sex Pistols che la inserirono sulla copertina del loro album, mentre ritratti più formali vennero eseguiti dall’italiano Pietro Annigoni e dal fotografo Chris Levine.
C’è da chiedersi pertanto quanto siano attuali oggi queste forme di arte pubblica e quanto sarebbe invece preferibile investire i fondi per la valorizzazione dell’esistente patrimonio culturale o a sostegno di giovani artisti.
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