Andrea Pazienza, Paz, nasce nel 1956 a San Benedetto del Tronto e a Pescara trascorse buona parte degli anni della sua adolescenza; al capoluogo dannunziano rimase sempre molto legato nonostante i trasferimenti a Bologna prima e poi a Montepulciano dove morì nel 1988.
A Pescara il giovane Paz fu coinvolto nelle attività della Galleria d’arte Convergenze, aperta nel 1973.
Molta della produzione pittorica giovanile venne realizzata a pennarello su cartoncino (70×100 cm), ma ci sono anche collages, incisioni, ricalchi fotografici, acrilici su tela. Autoritratto in abiti del 600 è del 1975, come Isa d’estate. L’opera in foto ha per titolo Corteo a Bologna 14/11/1974.

Ma il giovane Paz diviene ben presto insofferente “i miei quadri erano comprati da farmacisti che se li mettevano in camera da letto. Il fatto che il quadro continuasse a pulsare in quell’ambiente mi sembrava oltre che una contraddizione un limite enorme. Da qui il mio desiderio di fare fumetti” (intervista a cura di Stefania Scateni e Marco Petrella pubblicata in Jonas n.17 marzo 1986).
Eppure i suoi 70 x 100 all’epoca venivano venduti a 100.000 lire, non poco per un artista diciannovenne.
Gli ultimi dipinti sono datati 1976, anno che segna il passaggio definitivo al fumetto. Andrea è a Bologna e sta frequentando il Dams. Non volendo gravare troppo sulla famiglia che lo mantiene, e ritenendo il fumetto il mezzo espressivo più adatto all’urgenza di esprimersi e di raccontare il fermento politico e culturale di quegli anni decide di presentare i propri lavori alla redazione di Linus. Il resto è storia: la pubblicazione di Pentothal nel marzo ’77 lo fa entrare nell’Olimpo dei fumettisti professionisti.
Il 5 dicembre 2025 il MAXXI L’Aquila inagura “Andrea Pazienza. La matematica del segno”, che anticipa la monografica con cui il MAXXI di Roma, nel 2026, celebrerà il settantesimo del mitico fumettista. Il progetto espositivo vuole essere un omaggio al talento di Andrea Pazienza e alla sua influenza nell’arte e nella cultura italiana, celebrando il legame speciale dell’artista con l’Abruzzo, dove trascorse gli anni della giovinezza e della formazione. Curata da Giulia Ferracci e Oscar Glioti, la mostra sarà scandita da circa 40 opere grafiche e pittoriche realizzate ad acquarello, china e pennarello, proponendo alcune tavole centrali per descrivere la struttura compositiva adottata dall’autore nei suoi fumetti.
Qui per la Mindfulness nei musei di Brescia