Laika MCMLIV è un’attacchina romana attiva dal 2019. Il suo nome è un omaggio al primo essere vivente nello spazio.
Usa la maschera per esprimere la propria arte senza filtri, preservando la sua vita privata. Non è importante sapere chi c’è dietro la maschera: davanti c’è una donna che con ironia interpreta la realtà.
Che sia attraverso poster, adesivi o quadri, LAIKA affronta qualsiasi tematica, dalle più serie alle più leggere, in chiave ironica e disincantata.
Abbiamo avuto l’immenso piacere di poterla intervistare
Ti definisci, sul tuo sito web, street artist attacchina. La parola attacchina sembra sottintendere una tua indicazione su quanto sia ancora importante “sporcarsi le mani”. Ora che la street art da movimento artistico di protesta sembra quasi essere diventato mainstream, c’è bisogno secondo te di un passo indietro e di un ritorno alle origini? C’è bisogno di meno parole e più fatti?
Sono dell’idea che bisogna andare avanti più che indietro: il problema sta nell’ accezione negativa valore che diamo al termine “Mainstream”. Chi fa arte sociale e politica con l’intento di avere un impatto reale ha l’esigenza di dialogare con la massa, con il grande pubblico. Ciò implica una fare “scrematura” dal punto di vista comunicativo: il messaggio deve essere chiaro e arrivare a tutt*. Anche a chi non fa parte della “nostra nicchia“. Ciò non esclude la realizzazione di opere realizzate per me stessa o per un pubblico a me più vicino.
Sono dell’idea che questa fase mainstream della street art debba essere sfruttata per legittimare il movimento e per trasmettere messaggi positivi e “impegnati” al maggior numero di persone.
Banksy bisogna solo ringraziarlo.

Prediligi la Poster Art. Quale è la prima tua opera che hai attaccato?
Prediligo la poster art: è in parte vero. Sono in continua evoluzione ma resta il fatto che per i blitz illegali è l’alternativa agli stencils che rende l’azione il più rapida possibile. Detto questo, amo la carta, il gesto politico dell’attacchinaggio e della scelta del muro adatto. Il poster zero era “Greta Craxi“ o “Clima infame”: una Greta Thunberg con la faccia di Craxi. Un poster ironico che nascondeva anche un messaggio di critica politico e ambientalista. Un po’ ho perso quell’ironia.

Hai realizzato recentemente a Roma uno splendido murale su Michela Murgia. Bellissimo il titolo – stesso del libro postumo NdR – “Ricordatemi come vi pare”. Trovo questa frase molto adatta, era una donna che ha sempre creduto nelle sue battaglie, infischiandosene dell’opinione degli altri. Tu come la ricordi e cosa pensi, se c’è qualcosa, di avere in comune con lei?
Michela Murgia come ho già detto tante volte non era solo una voce ma ci ha dato gli strumenti per leggere e affrontare la contemporaneità.. La sua frase “la famiglia è quella che ti scegli” è un messaggio universale. Michela è un personaggio divisivo, per i fascisti. Io, come lei, ritengo si essere divisiv* e ne vado fier*

Laika, “There is no American dream”, recita un tuo poster affisso a Tenderloin San Francisco tristemente famoso per la presenza di emarginati, senzatetto e tossicodipendenti soprattutto da Fentanyl. Se dovesse vincere le elezioni, basterà Kamala Harris per fare una vera inversione di rotta sul tema dell’emarginazione?

Ho una visione molto critica e pessimistica sugli Stati Uniti. Non ho quindi grandi speranze. Che ci siano i Democratici o i Repubblicani il DNA degli USA è sempre lo steso: una superpotenza imperialista e turbocapitalista. Siamo sotto Biden e la situazione povertà/Fentanyl va solo peggiorando.
Una tua bellissima opera Natività – Rip Patriarchy, mostra due donne che tengono in braccio il loro bambino, mentre San Giuseppe falegname lavora su una bara insanguinata. L’opera denunciava l’associazione Pro Vita & Famiglia Onlus. Laika, a chi e a cosa possiamo imputare il perdurare in Italia di una cultura basata sul patriarcato?
Ci sono vari fattori: la presenza dello “Stato della Chiesa” e le sue ingerenze nella politica italiana (a prescindere dalla fazione politica al potere” e sicuramente la presenza di una destra forte, attaccata agli “antichi valori”, che non riesce a progredire e che ci sta facendo piombare in un Medioevo culturale e dei diritti che mi spaventa tanto. Siamo un paese conservatore: la Spagna è anni luce avanti a noi.
Manca la formazione, l’educazione che possa far sì che le nuove generazioni rompano con il passato. Questo processo è scientificamente rallentato/stoppato dal governo.

A livello personale quale è la tematica che ti sta più a cuore?
A me stanno a cuore i Diritti Umani. Lottare contro le ingiustizie mi tiene viva: non ci si può arrendere in questo momento difficile, in cui il sistema prova in tutti i modi ad anestetizzarci, ad allontanarci dalle battaglie sociali. Dobbiamo disabituarci a rimanere in silenzio.
I ragazzi sono completamente sfiduciati dalla politica, pensi che la street art possa dare il suo contributo per avvicinarli ad un impegno civile?
È ciò che provo a fare ogni volta che scendo di notte in strada o che realizzo un murales. Mettere a disposizione il mio lavoro, la mia professione, per una causa così importante, è il minimo che possa fare.
Laika, mi dici il nome di un artista che stimi e perché?
Amo Vhils per le sue opere “esplosive” , amo sicuramente Banksy perché è grazie a lui se la street art “impegnata” è esplosa negli ultimi 20 anni, amo OBEY per il suo stile iconico , amo Hogre perché non ha peli sulla lingua e spesso comunica le cose come vorrei fare io se me ne fottessi della mia missione con il Mainstream.
All photo credits Laika