Tra gli esponenti più di spicco della Poster Art, Whatifier.
Le sue figure femminili hanno la delicatezza delle donne di Modigliani, della Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer o della Venere di Botticelli, ma l’uso del colore , nei gialli brillanti, nell’arancio vibrante e del rosso corallo fa si che le opere di Whatifier abbiano una forza comunicativa rara a trovarsi. Le sue opere sono accompagnate da frasi che esortano a tenere alta la guardia nei confronti di battaglie fondamento e salvaguardia dei diritti in modo particolare dell’emisfero femminile. “Smash the Patriarchy” recita la scritta sul bellissima opera di poster art che vede protagonista una delicata figura femminile Art decò; mentre la Venere di Botticelli dagli occhi azzurri è accompagnata dalla scritta “My Body My Choice”.




Bellissima la sua Raffaella Carrà, “A far l’amore”, in questo caso mixed media on canvas e altrettanto d’impatto “Break Free” interpretazione di Whatifier di Freddy Mercury ancora una volta mixed media on canvas.


Un approfondimento lo necessita la tecnica utilizzata da Whatifier: si tratta infatti delle famose opere “paste-up” o poster art sia elaborate digitalmente che disegnate a mano e che vengono attaccate sulle superfici urbane per mezzo di colla, spesso biologica, composta da acqua e farina. Questo tipo di arte, sicuramente interessante, è caratterizzata da una estemporaneità ancora maggiore, sia per strappi apportati intenzionalmente che provocati dalla naturale erosione da parte di agenti atmosferici. Quello che colpisce sicuramente di questa tecnica è l’immediatezza nel veicolare figure e messaggi all’occhio del passante. (reference: Alla scoperta della street art romana e non solo A.Doldo – S.Maresca Riccardi)
A Napoli, città di base di Whatifier, cittadina del mondo, il Paste-Up Festival è giunto ormai alla sua quarta edizione.
Tra i Paste-Up Festival più famosi all’estero Barcellona, Buenos Aires, Londra. Dal 3 al 5 ottobre 2024 si terrrà a Grenoble la prima edizione di PUFF Festival Internacional de Collage/Stickers.
A Roma c’è il WorldWideWall