La “MyLightArt” di Germana Galdi

Gennaio 11, 2025
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Germana galdi

E’ un’artista completa e poliedrica Germana Galdi. L’abbiamo incontrata nel suo Atelier nel cuore di Prati, un luogo ricco di energia positiva, nel quale l’artista continua a sperimentare e ad evolversi attraverso una esperienza artistica che è indissolubilmente legata alle fasi della sua vita. Nelle “MyLightArt” opere realizzate a matita ed acquerello le figure si accompagnano a frasi, appunti, riflessioni che appartengono ad ognuno di noi , ad un vissuto che è esperienza comune.

“The Theatre and cinema allow you intense emotions and therapeutic interpretations when you identify yourself with the roles…whilst sitting”, recitano le parole che accompagnano l’immagine di uno spettatore seduto davanti alle quinte e rappresentato da Germana Galdi con una grande testa che si “illumina” in vista dello spettacolo. Artaud parlava, non a caso, di un teatro  in cui “lo spettatore è al centro, mentre lo spettacolo lo circonda”; il pubblico si trasforma quindi in un soggetto pensante chiamato ad immergersi nella scena e a parteciparvi emotivamente, catarticamente, liberandosi dei messaggi preesistenti. Una illustrazione, questa condivisa anche sui social dell’attore Stefano Fresi.

Germana Galdi
Germana galdi

“Seduto qui mi sento al mio posto con le mie maschere, il mio sipario, la mia pianta. Questo è il mio Teatro” è di proprietà di Andrea Cavazzini, direttore di “Quarta Parete”

Germana Galdi

“The world is full of children dressed up as adults carrying out unresolved dynamics” constata l’artista ritraendo un bambino vestito con abiti maschili troppo grandi.

L’arte per Germana Galdi è una intensa relazione tra cuore, intelletto, gesto e materia in cui il risultato finale, l’opera, racchiude esperienza, conoscenza, estro creativo, ironia e desiderio di leggerezza; parla quindi di noi, delle nostre emozioni, non ha spazio per la superficialità. 

Quando sei arrivata alla Lightart le chiedo – “Quando il colore non mi bastava più” mi risponde.

Essere artista vuol dire per la Galdi sentire nello stomaco di dover esprimere qualcosa, non riuscire a farne a meno, non poter vivere altrimenti, e cercare il linguaggio giusto per farlo, dentro se stessi, senza costrizioni.

Una abitudine, quella del comunicare che Germana Galdi fa anche attraverso il corpo. E’ stata modella per Miguel Gomez, artista, performer e direttore di Bibart, Biennale d’arte contemporanea di Bari ed ha all’attivo una lunga esperienza come modella, photo art director e stylist anche per progetti fotografici per terzi.

Figlia e nipote di artisti scomparsi prematuramente, nonno orafo del quale Germana Galdi ha le stesse iniziali, l’altro sarto di fama, una nonna sarta e modista, un padre autodidatta anch’esso orafo e animato da una energia e creatività inesauribile, dalle tradizioni familiari Germana eredita la capacità di creare con le mani, ma intraprende attraverso una strada che man mano modella su se stessa, sul suo percorso evolutivo, sulla sua capacità di guardarsi e analizzarsi.

Nel 2017 Germana Galdi conclude un master in Art Counseling e le MyLightArt riflettono 30 anni di gruppi di crescita personale utilizzando le Costellazioni Familiari di Bert Hellinger (10 di questi in Accademia) e 6 di  gruppi Gestalt.

“Trame di vita”, la produzione artistica in cui la Galdi dipinge con gli acrilici soggetti astratti dai meravigliosi e raffinati intrecci sul bianco della tela, narrano la vita e le storie delle persone ascoltate in tanti anni nei gruppi di crescita, mentre con la serie di acquerelli “Riflessi e Trasparenze” che la Galdi inizia nel 1996, l’artista richiama i vetri e i metalli come metafore del suo stile di vita: riflettere e trasparire.

Arte come consapevolezza, è questo che si intuisce profondamente nell’incontro con l’artista.

A breve l’artista sarà protagonista con Pino Alberto Sturniolo di “Quando il mio corpo possiede un luogo” dal 7 al 14 dicembre a Roma presso Micro Arti Visive in viale Mazzini 1 per la curatela di Paola Valori.

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