Tra il 1972 e il 1974 Roy Lichtenstein realizza la serie degli Artist’s Studio Paintings. In questo nucleo di opere l’artista lavora per superfici piane sulla percezione visiva dello spazio pittorico con uno stile che richiama alla memoria i disegni degli architetti modernisti, de Stijl in particolare. Nelle prints di grandi dimensioni realizzate poi nel 1990, gli Interiors di Lichtenstein sono ambienti della vita quotidiana, raggelati nella loro fissità e quasi metafisici.
The Den (1990), Interior With Mobile (1991), Interior with Water Lilies (1991), Modern Room (1991). Non si tratta di ambienti progettati dall’artista ma di stralci di inserzioni pubblicitarie trovate perlopiù sugli elenchi telefonici dell’epoca riprodotte nel consueto stile di Roy Lichtenstein: linee spesse, pochi colori primari, retino ben-day, estrema attenzione per le superfici piane.





Inoltre, in alcuni dei quadri in questione sono presenti citazioni di Warhol e Pollock, come in Yellow Vase, 1990, e Red Lamps. Sebbene gli Interior possano sembrare un esercizio di stile, ciò che l’artista intendeva attuare mediante queste opere era riportare (mostrare) mobili e decorazioni modernisti che andavano per la maggiore. Gli ambienti domestici rappresentati, definiti più volte banali, sono sia una sorta di capsula del tempo che permettono di osservare da un’altra prospettiva gli interni dell’epoca che la possibilità di capire come gli stessi venissero rappresentati nelle pubblicità.


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