L’Aquila 2025
Il progetto artistico di Antonella Argiroffo, dal nome “Geometrie ricamate”, è focalizzato, soprattutto, sull’arte tessile, con opere esclusivamente realizzate a mano. I suoi lavori sono caratterizzati da un uso di punti classici, come il punto croce, per creare manufatti artistici dall’impatto decisamente moderno. Diverse sono le motivazioni che animano la sua ricerca artistica, l’intensa passione per i colori che l’accompagnano fin da piccola; il piacere dell’inventiva manuale; l’interesse per la storia dell’arte moderna e contemporanea; l’attrattiva per le arti applicate e per la moda. Nelle varie fasi della vita ha liberato la sua creatività in modi diversi partendo dal disegno ed arrivando in tempi relativamente recenti al ricamo. Ha scoperto il piacere di far nascere con il filo varie figure utilizzando punti antichi e assolutamente classici, poi la sua parte rigorosa e razionale, frutto della sua formazione scientifica (è biologa) e la sua assoluta passione per i colori ha dato vita a questo progetto artistico. Questo l’ha spinta ad unire il tradizionale con il moderno in un assemblaggio fatto di linee, forme geometriche, incroci e simmetrie. Tuttavia, la sua ricerca di armonie e di contrasti trae forza ed energia proprio dalle infinite possibili combinazioni offerte dai colori nelle loro innumerevoli sfumature. Di conseguenza, ogni opera di Antonella Argi-
roffo è caratterizzata sia da una rigorosa costruzione scientifica che da un forte impatto cromatico.




Antonella Argiroffo sarà tra gli artisti partecipanti a “Rinascite”, mostra collettiva che si terrà a L’Aquila, presso la “Welcome Aq Gallery” in occasione della Festa della Perdonanza in collaborazione con la Borgo Pio Art Gallery di Roma con la presentazione critica di Marta Lock.

L’abbiamo incontrata prima della sua partenza per L’Aquila per una breve intervista.

L’arte tessile è una tecnica antica e allo stesso tempo con forti elementi di contemporaneità. E’ sostenibile, legata al riuso, ma racconta anche tanto della tradizione artigianale del nostro Paese. Come ti sei avvicinata all’arte tessile e cosa ti permette di raccontare?
L’arte tessile mi ha sempre interessato, i tessuti raccontano tanto, ci consentono di avvicinarci a costumi, usi e abitudini che ci permettono di conoscere meglio il nostro meraviglioso Paese e non solo e ovviamente anche i tessuti non contemporanei sono un mondo da scoprire. L’attrazione per i tessuti mi ha spinto anche a seguire corsi di tessitura ma poi ho capito che il mio “mondo creativo” era il ricamo, non quello tradizionale pur bellissimo, ma una variante moderna di un punto antico, il punto croce, che mi permettesse di esprimere al tempo stesso colore e geometrie, un connubio che mi rappresenta.
Le tue opere sono un meraviglioso incontro di linee, ridefiniscono lo spazio. Da un lato l’emozione e la passionalità nell’uso del colore, dall’altro il rigore geometrico. Sono ambedue aspetti che ti appartengono?
Certamente. Il colore o meglio i colori mi hanno sempre affascinato, fin da piccola in cui passavo ore a disegnare e il regalo più bello era ricevere la scatola più grande di colori disponibile. Tutte quelle cromie erano fantastiche, inebrianti. D’altro canto le geometrie, le simmetrie appartengono all’altra parte di me, alla biologa che ha deciso di intraprendere studi in cui il rigore è d’obbligo. Quindi in me convivono creatività, fantasia e necessità di precisione.
Cosa significa per te Rinascita?
Rinascita per me è la capacità di attingere dentro di noi ad energie che possono in alcuni casi sembrare del tutto esaurite a causa di eventi traumatici che ci hanno travolto ma che in realtà, nel profondo, ci sono e aspettano di essere canalizzate verso un obiettivo, un progetto di vita che possa scuoterci e riesca a generare linfa vitale per il nostro recupero psico-fisico, il quale anche se lento e graduale ci consentirà di raggiungere il nostro traguardo.