Diabolik e Manera contro tutti nel video racconto di e con Alma Manera
In primo piano l’opera “Diabolik “ tela di oltre due metri con cui l’artista Enrico Manera, formatosi nella “Scuola di Piazza del Popolo”, rende omaggio al celeberrimo eroe dei fumetti creato nel 1962 da Angela e Luciana Giussani
Una mostra che affonda le sue radici nella Scuola di Piazza del Popolo “e in quei magici anni in cui si sperimentarono le dinamiche artistiche che poi si tradurranno nelle sperimentazioni creative che popoleranno mostre, musei, Quadriennali e Biennali d’Arte” come scrisse Francesca Barbi Marinetti nipote di quell’immenso Filippo Tommaso che fu tra i più grandi innovatori artistici del ‘900.
“Sono gli anni che conseguono le beat generation, quando la musica rappresenta un magnetico polo di aggregazione. L’arte è connessa agli eventi musicali con light shows…sviluppando una controcultura necessaria all’informazione e all’ispirazione artistica” (F.Barbi Marinetti).
Qui nasce e si forma un giovanissimo Enrico Manera, che della sperimentazione creativa fa da sempre il fondamento della sua arte.
E’ il 1976 quando appena diciottenne scolpisce “J.C.M.” (Jiulius Caesar Manera) statuetta in vetroresina in cui, con lo stile scanzonato ed irridente che gli appartiene, l’artista vede se stesso nelle vesti di un imperatore romano.
Nel 2021 realizza la bellissima scultura in plexiglass “Boccioni Extraterrestre”, pluri fotografata con l’attore Franco Nero al Festival Internazionale della Danza e delle Danze, omaggio al futurista Umberto Boccioni e al dinamismo delle forme.
Nasce dall’influenza del fermento creativo vissuto all’interno della “Scuola di Piazza del Popolo”, che l’artista racconterà poi nel suo libro “Café des Artistes”, “Power” tecnica mista su cartone del 1978.
Manera è protagonista, narratore e interprete di oltre cinquant’anni di cambiamenti storici, artistici e di costume. Nelle sue opere, esposte in mostra fino al 30 novembre, trovano spazio gli eroi dei fumetti, come il “Diabolik” tela di oltre due metri del quale, proprio il primo novembre di quest’anno, ricorre il sessantesimo anniversario dall’uscita del primo numero del fumetto; “Batman” a tecnica mista su cartone del 1997, i “Teatrini di Batman e Superman”, teche tridimensionali in plexiglass; Superman è raffigurato anche nella sua identità segreta , in “Clark Kent” a tecnica mista su tela del 2012.
Il poliedrico Manera iniziò verso la metà degli anni ’70 a lavorare nel cinema come attore e da questa sua passione per la settima arte nascono le opere su cartone “Paramount”, “Warner Bros” e “M.G.M.” del 1997.
Mentre è del 2002 “Warner Bros” realizzata su tela con il logo in fucsia.
Lo sguardo si sposta poi su “Ex Da Volpedo” del 2002, in cui la storica opera di Pellizza da Volpedo “Il Quarto Stato” è rappresentata da Manera con luci al neon in teca di plexiglass. Ancora l’uso del neon si ritrova in “Ex Vincent” del 2002, un omaggio a Van Gogh. Sulle pareti della Galleria Restelliartco, “Manera contro Tutti” prosegue con “Imperial Nightmare” del 1998 , “Bacio”, tela del 2012 con l’iconico Bacio Perugina rappresentato in chiave pop; un pop che si ritrova anche in “Coca Cola” a tecnica mista su carta del 1998.
In mostra è presente anche il ritratto di Manera ad opera di Mario Schifano, uno tra i pochissimi ritratti eseguiti dal Maestro della Scuola di Piazza del Popolo.