Inserita da ArtNews tra le opere più significative del XXI secolo, “Where We Come From” di Emily Jacir offre un punto di riflessione molto importante e significativo sul conflitto a Gaza.
Nel 2001 la fotografa e artista palestinese Emily Jacir in possesso di un passaporto americano, chiese ai palestinesi impossibilitati ad entrare nella Striscia di Gaza, Israele e Cisgiordania di poter realizzare un loro desiderio, documentando poi il tutto con video e foto. Ci fu chi le chiese di andare a trovare a trovare la propria madre, chi foto della propria famiglia, chi di guardare un tramonto, chi di mangiare per lui il piatto preferito. La fotografa, in un viaggio che è innanzitutto una intima documentazione, attraversa confini fisici e psicologici, colma mancanze, riempe vuoti, eseguendo spesso azioni banali che appartengono al quotidiano di ogni individuo.



Come scrisse lo storico palestinese Edward Said “le composizioni fotografiche di Emily Jacir scivolano attraverso le reti della burocrazia e dei confini non negoziabili, del tempo e dello spazio, alla ricerca non di sogni grandiosi ma di oggetti sempli e gesti banali: mangiare un’arancia, perdersi un abbraccio, immergersi nel profumo di un piatto; tutte cose che forse un giorno i palestinesi potranno riprendere a fare”.
A distanza di quasi 25 anni non è ancora così.
Qui il nostro articolo sull’artista palestinese Malak Mattar