A Milano Fuorisalone gli arredi carcerari

Aprile 12, 2025
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arredi carcere

Il progetto è stato incluso tra Fuorisalone Award 2025: Menzione Sostenibilità.

Prison Times – Spatial Dynamics of Penal Environments è il progetto che, al Fuorisalone 2025 vuole stimolare una riflessione più ampia sulla vita in carcere, e sullo spazio all’interno del quale scorre lentamente il tempo di pena del detenuto.

La mostra, autoprodotta da Andrea Caputo, si tiene in cinque dei Magazzini Raccordati in via Sammartini 40 a pochi passi della stazione centrale in occasione della Milano Design Week.

La mostra contiene circa duecento arredi, collezionati dai curatori contattando direttamente le aziende che li producono. Il primo fattore a colpire il visitatore è l’enorme differenza tra gli stili e le colorazioni, ed è normale se si pensa che provengono da tutto il mondo. Ogni prigione ha le sue regole e i suoi dispositivi: armadi senza aste per evitare i suicidi, panche con dispositivi per ammanettare, e poi i portavivande, diversi da un Istituto di Pena all’altro.

fuorisalone

Il secondo aspetto che colpisce il visitatore è che le opere sono quasi tutte state progettate da designer anonimi. Come se nessuno di loro volesse rivendicare la paternità di arredi e oggetti destinati a quegli ambienti e rafforzando il concetto di come ogni persona che varca i cancelli di un istituto di pena si ritrovi inesorabilmente a perdere la propria individualità.

Sono previsti inoltre una serie di talk.
Reform Trust: Ideas on Penal Environments, a cura di Federica Verona e Valeria Verdolini, è un programma di dibattiti previsto fino al 28 maggio, in parallelo alla mostra Prison Times: Spatial Dynamics of Penal Environments. Ogni sessione analizza la funzione esistenziale delle prigioni, affrontando tematiche legali, politiche, amministrative e sociali. La natura trasversale delle discussioni apre prospettive inaspettate e pone ulteriori domande sul ruolo dell’architettura e del design come discipline che, consapevolmente o meno, contribuiscono ai meccanismi di sicurezza, (in)giustizia e incarcerazione di massa.

Le sessioni affrontano temi diversi: Entering Time esplora la sicurezza, il populismo penale, la politica e il controllo; Eating Time affronta il sovraffollamento e la materialità della vita carceraria, concentrandosi sul lavoro in carcere e la deprivazione economica; Monitoring Time esamina la sorveglianza e l’espansione delle sfere di controllo; Cleaning Time esplora le percezioni della violenza negli ambienti penali e l’uso del corpo come mezzo di resistenza; Sleeping Time riflette sulla riforma e la trasformazione carceraria

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