Inaugura i prossimo 19 ottobre presso la Galleria Rossoquarantuno a Trani per concludersi il 30 novembre la personale “Manifesto” di Enrico Manera. In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo con un testo di Piero Boccuzzi.
L’ostinazione con cui Enrico Manera porta avanti il suo lavoro e la notevole incidenza che assume la sua opera all’interno delle vie consolidate della cultura rappresentano una vitalità particolare nel contesto del panorama dell’arte italiana; la sua generosità coloristica, la sua inattaccabile positività, il suo umore libero e scevro da ogni compromesso lo differenziano rendendolo, come sottolinea Duccio Trombadori, un ottimo osservatore e un profondo conoscitore del mondo della comunicazione. È naturale definirlo un ricercatore tenace, dinamico, un uomo che fa uso di tutti gli strumenti in suo possesso per indagare, progettare e creare; tutto nelle sue mani diventa fonte di attrazione, curiosità, riflessione e rielaborazione


Quelle enormi accensioni, quei tratti, di cui le sue opere sono piene, tendono ad annullare la rigidità consolidata di alcuni simboli, sia economici che politici, diventati parte integrante del vivere quotidiano e reputati perfino indispensabili o erroneamente creduti innocui e benevoli.
Testi courtesy Piero Boccuzzi



Enrico Manera, tra gli artisti più prolifici della sua generazione, nasce ad Asmara nel 1947; frequenta l’Accademia di Belle Arti a Roma e incomincia la sua carriera come attore grazie al fratello regista Gianni. A inizio anni settanta si avvicina al mondo dell’arte figurativa frequentando gli artisti che si riunivano in Piazza del Popolo; stringe rapporti fraterni con Mario Schifano, a cui lo lega una forte amicizia e collaborazione, e Tano Festa, quest’ultimo più volte ospitato nel suo studio per lunghi periodi. Nel 1976 realizza una prima serie di multipli combinando materiali classici e moderni tra cui una scultura dedicata a Giulio Cesare; Renato Nicolini, nel 1977, lo invita a Presenze nell’Arte a Roma negli ultimi 30 anni. La prima mostra personale, allestita a Roma allo Studio del Canova, nel 1979 è titolata Mario Schifano da 1 a 10 ed è presentata da Duccio Trombadori. Riceve il premio Salvatore Basile e nel 1980 partecipa alla storica mostra 20 anni di segnali a Spoleto. Dopo aver lavorato per parecchi anni a San Francisco, dove apre lo studio nel 1982, ritorna a Roma nel 1988 per il funerale di Tano Festa a cui, di seguito, dedica una mostra dal titolo provocatorio “Pensione Bransky“. Nel 1993, patrocinata da Amnesty International, realizza con Leofreddi e Liberti, “Contact“, una mostra contro la pena di morte; per l’occasione Manera coinvolge Carlo Lizzani, Lina Wertmuller, Dario Argento, Michele Placido e Bernardo Bertolucci. Nel 1998, in collaborazione con l’Anica, all’Ex Mattatoio di Roma, realizza Cuore d’Artista, una mostra dedicata a Massimo Troisi. Nel 1999 è inaugurata all’Aereoporto di Malpensa a Milano la mostra “Viaggiare”, promossa dall’Alitalia, con un testo in catalogo scritto da Achille Bonito Oliva; nello stesso anno la Zecca dello Stato gli commissiona il primo francobollo del 2000. A Monaco, nel 2001, è allestita una grande mostra dal titolo EX, una grande personale curata da Carlo Ripa di Meana. In occasione della realizzazione di una personale in Emilia Romagna, è pubblicato il catalogo Manerafter 30. Nel 2007 realizza alla GAM di Faenza “Maneralight”. A San Benedetto del Tronto, nel 2008, inaugura “aproximate” e nel 2013 a Cervia, presso la sede del MUSA, allestisce “Rascal”. Ha esposto alla Quadriennale di Roma nel 1996 e al Padiglione Lazio nel 2011, evento collaterale della LIV Biennale di Venezia. Numerose sue opere sono conservate in spazi pubblici e prestigiose collezioni private.

Qui per il nostro articolo su “Beato tra le donne” la mostra di Cleonice Gioia ed Enrico Manera, tenutasi a Roma presso la Galleria Simmi