Arte e malattie neurodegenerative

Novembre 27, 2024
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malattie neurodegenerative

Recenti studi gettano una luce completamente nuova sulla connessione tra arte e malattie neurodegenerative: dai quadri che un artista può dipingere si possono individuare le alterazioni tipiche di alcune patologie.

A sostenerlo è una ricerca condotta dall’Università di Liverpool pubblicata sul giornale “Neuropsychology”. 2092 i quadri analizzati dipinti da 7 artisti differenti.

Willem de Kooning malattie neuro degenerative
Willem De Kooning

Gli artisti presi in esame sono stati lo spagnolo Salvador Dalí e il canadese Norval Morrisseau, che hanno sofferto di Parkinson; lo statunitense James Brooks e l’olandese Willem De Kooning, colpiti dall’Alzheimer, e tre pittori che non hanno avuto disturbi neurodegenerativi: Marc Chagall, Pablo Picasso e Claude Monet

Analizziamo il caso di De Kooning. Le opere dell’artista caratterizzate da sempre da pennellate vibranti, scure, dense, improvvisamente negli anni ’80 iniziarono a cambiare. I dipinti di figure, frenetici e aggressivi, si trasformarono in dipinti astratti leggeri, spensierati e ariosi. I toni scuri si trasformarono in colori più chiari, principalmente primari.

La narrazione di de Kooning introduce l’argomento della neuroestetica – lo studio di come elaboriamo la bellezza e l’arte, fondamentalmente comprendendo come elaboriamo cognitivamente le esperienze estetiche e i meccanismi cerebrali sottostanti . Il danno cerebrale negli artisti offre molte informazioni al campo della neuroestetica, poiché individua quali parti del cervello sono responsabili della capacità artistica: i ricercatori possono confrontare deficit, miglioramenti e/o modifiche nella creatività dovuti a danni in aree specifiche del cervello. 

Considerato tra i primi artisti indigeni contemporanei del Canada, Norval Morrisseau (1932—2007), noto anche come “Copper Thunderbird” e “Picasso del Nord”, dipinse antichi miti e leggende dei popoli dei Primi Stati Anishinaabe del Canada orientale.

Norval Morrisseau Malattie neurodegenerative

Nel caso di Morrisseau, i ricercatori hanno scoperto un “cambiamento nella struttura delle sue pennellate” nei dipinti che l’artista dipinse nella mezza età, ancor prima di rendersi conto dei suoi problemi neurologici.

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Gli studiosi sono arrivati a questo risultato studiando i “frattali” degli artisti, ovvero i pattern unici e ripetuti delle pennellate di un artista all’interno di un dipinto.

Ma cosa sono i frattali e quale è il nesso con le malattie neurodegenerative?

I frattali sono insiemi matematici di modelli geometrici infiniti su scale molto diverse. Esistono nella linea costiera, nel modo in cui si ramificano gli alberi, nei fiocchi di neve e persino all’interno del corpo umano.

La dalia è un esempio di modello frattale presente in natura.

Dalia malattie neurodegenerative

L’analisi frattale è stata utilizzata anche, in modo controverso, per cercare di autenticare varie opere d’arte. 

Il declino dei modelli frattali nei soggetti affetti dal morbo di Parkinson, come Dalì, o nei soggetti affetti da demenza come de Kooning, è stato messo a confronto con quello di altri pittori famosi nel “gruppo di controllo”, come Marc Chagall, Pablo Picasso e Claude Monet, le cui opere cambiarono nel corso della loro vita, ma le cui dimensioni frattali aumentarono anziché diminuire.

Ad esempio, mentre l’arte di Pablo Picasso si è evoluta e ha subito notevoli cambiamenti nel corso della sua vita, gli studiosi sostengono che i frattali non sono diminuiti nelle sue opere più astratte.

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Picasso – Donna che piange

A Salvador Dalì fu diagnosticato il Parkinson quando aveva settant’anni, ma questa ricerca ha rilevato un aumento della “dimensione frattale” nella mezza età, seguito da un netto declino a partire dalla fine dei cinquant’anni. 

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Salvador Dalì

Anche se queste conclusioni non rappresenteranno un modello per la diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative, comunque si pensa che saranno in grado di orientare la ricerca in futuro, oltre a fornire preziose informazioni sul funzionamento del cervello.

Qui per il nostro articolo su artisti e droghe

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